Rabbia e sangue in Colombia. E Duque cede | il manifesto

Rabbia e sangue in Colombia. E Duque cede | il manifesto
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Un anno e mezzo dopo la possente mobilitazione contro il governo di Iván Duque, la più grande registrata in Colombia in molti decenni, le forze popolari sono scese di nuovo in strada, per sei giorni di seguito, con la stessa rabbia e la stessa determinazione di allora.

Neppure il Covid è bastato stavolta a fermare la protesta, scatenata dal varo della riforma tributaria da parte del governo, benché il paese si trovi nel pieno della terza ondata di contagi. (Il Manifesto)

Su altri media

Il presidente Duque ha comunque detto che una riforma fiscale è necessaria. Le immagini delle proteste a Bogotà (Corriere TV)

Il suo sostituto è stato annunciato martedì da Duque: si tratta di José Manuel Restrepo, che fino ad ora aveva diretto il Ministero del commercio. La riforma prevedeva un aumento generalizzato dell’IVA e un aggravamento delle tasse sui redditi della classe media. (RSI.ch Informazione)

Scene da Guerriglia urbana. . Questo contenuto è riservato agli abbonati 1€ al mese per 3 mesi Attiva Ora Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito 3,50 € a settimana Attiva Ora Tutti i contenuti del sito,. (La Stampa)

Colombia, proteste a Bogotà per la riforma fiscale proposta dal governo

In Colombia il governo ha scatenato la repressione contro lo sciopero nazionale in corso dal 28 aprile scorso con manifestazioni di massa nelle principali città del Paese. In Colombia ogni anno vengono ammazzati centinaia di attivisti sociali nella totale “distrazione” di USA e UE. (Il Manifesto)

Appello di monsignor Juan Carlos Cardenas Toro: “Proteggere la vita umana sopra ogni cosa. Nel Paese sudamericano le manifestazioni giungono al sesto giorno. (Vatican News)

Inoltre ieri Duque ha annunciato ufficialmente che verrà ritirata la riforma tributaria dopo che in precedenza aveva affermato la sua revisione. La riforma tributaria prevedeva un aumento generalizzato delle tasse e delle imposte che andavano a gravare per il 70 per cento sulle classi poveri e medie della popolazione. (Farodiroma)

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