“Un uomo è ricoverato all’ospedale di Codogno”. ll giorno in cui la tv ha ‘accolto’ il covid

“Un uomo è ricoverato all’ospedale di Codogno”. ll giorno in cui la tv ha ‘accolto’ il covid
Tvblog INTERNO

Sulle generaliste ad informare prima di tutti gli italiani ci pensò Linea Notte: “C’è un contagiato in Lombardia, un uomo ricoverato all’ospedale di Codogno.

Perché c’è stato un prima e un dopo 21 febbraio 2020, il giorno di Codogno.

Ad illustrare la situazione in studio c’era l’epidemiologo Giovanni Rezza: “Si stanno avviando tutte le indagini, la Regione ha rintracciato i contatti”.

Il 21 febbraio 2020 si scriveva la storia

In via cautelativa sono state sospese tutte le attività all’interno di questo pronto soccorso. (Tvblog)

La notizia riportata su altri media

Protagonista la città lodigiana da cui, per altro, è partito tutto, dato che il paziente 1 è stato diagnosticato proprio all’ospedale civico locale. di Paola Arensi La prima “Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato“ è stata celebrata in contemporanea a Roma e a Codogno (IL GIORNO)

Era l'inizio della pandemia che poi ha spezzato migliaia di vite e sconvolto economia e abitudini Il contagio di un paziente ricoverato venne scoperto da un'anestesista che forzò i protocolli. (TG La7)

cronaca. Fino a un anno fa era un puntino sperduto nella Pianura Padana tra Lodi, Cremona e Piacenza. (TG La7)

Inaugurato il Memoriale di Codogno. Fontana: "Siamo dove un anno fa tutto è iniziato"

Il presidente della Regione Lombardia, citando le parole di Mario Draghi, ha ricordato "la profonda ricchezza del nostro volontariato che altri ci invidiano e di cui dobbiamo essere orgogliosi. Il sindaco: "Pronti al futuro". (IL GIORNO)

cronaca. Il primo tampone positivo al virus. Era l'inizio della pandemia che poi ha spezzato migliaia di vite e sconvolto economia e abitudini (TG La7)

Codogno non è solo la prima zona rossa d’Italia e la prima vera prova per fermare il virus. Un luogo per non dimenticare la sofferenza e i sacrifici della prima zona rossa ma anche un riconoscimento permanente ai valori di umanità e solidarietà». (LegnanoNews)

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