Recovery Plan, Istat: Possibile impatto 2,5 punti Pil nel 2025

LaPresse INTERNO

Così l’Istat in audizione al Senato sulla proposta di Piano Nazionale di ripresa e resilienza

(LaPresse) – “Un possibile impatto addizionale del Pnrr sul Pil, misurato in termini di scostamenti percentuali rispetto a uno scenario base caratterizzato dall’assenza di adozione del PNRR: sarebbe pari a 2,5 punti nel 2025 e a 3,0 punti nel 2026”.

Roma, 22 feb.

(LaPresse)

Se ne è parlato anche su altri giornali

Ma l’elenco dei 50 condannati per mafia, che hanno dichiarato con una autocertificazione di essere «indigenti», è davvero lungo. Sono ben 145, tra condannati per mafia e loro familiari, che improvvisamente, dopo avere vissuto per anni nello sfarzo e nel lusso, hanno deciso di presentare richiesta per ottenere il reddito di cittadinanza. (La Sicilia)

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno quantificato in 1,2 milioni la somma percepita indebitamente dal 2019. All’Inps spetterà adesso revocare il sussidio e recuperare il beneficio economico (Il Fatto Quotidiano)

I finanzieri del comando provinciale di Palermo, infatti, hanno individuato ben 145 persone con precedenti condanne per mafia che percepivano il sussidio grillino pur non avendone alcun diritto. Per questa ragione sono state denunciate con l'accusa di dichiarazioni mendaci volte all'ottenimento del reddito di cittadinanza e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. (Liberoquotidiano.it)

Mafiosi poveri in canna con il reddito di cittadinanza scoperti dalla Guardia di Finanza

Una beffa scoperta grazie alle rete incrociata di controlli predisposta dalla guardia di finanza in collaborazione con l’Inps. Ma questa volta i “furbetti” del reddito di cittadinanza sono anche soggetti condannati per mafia. (Il Fatto Quotidiano)

Tali soggetti (a volte in prima persona, più spesso attraverso i propri familiari), hanno chiesto e ottenuto dall’Inps il beneficio economico del reddito di cittadinanza, occultando l’esistenza di condanne ostative (Corriere della Sera)

Ma questa volta i “furbetti” del reddito di cittadinanza sono boss mafiosi di prima grandezza. Sono ben 145, tra condannati per mafia e loro familiari, che improvvisamente, dopo avere vissuto per anni nello sfarzo e nel lusso, hanno deciso di presentare richiesta per ottenere il reddito di cittadinanza. (BlogSicilia.it)

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