Libano nel caos, Hezbollah: cecchini dell'esercito cristiano sparano su manifestanti

Libano nel caos, Hezbollah: cecchini dell'esercito cristiano sparano su manifestanti
TG La7 ESTERI

Così come confermato dal ministro dell'Interno libanese, sei manifestanti sciiti sono morti colpiti da armi da fuoco; erano in mano a cecchini che hanno cominciato a sparare durante le proteste a Beirut, la capitale del paese dei cedri.

È quanto avevano denunciato in mattinata Hezbollah E Amal,i cui gruppi sciiti avevano organizzato una manifestazione per chiedere la rimozione del giudice tarek bitar che indaga sull'esplosione del porto della capitale avvenuta il 4 agosto 2020; i due partiti armati libanesi, infatti sostengono che "cecchini" non meglio identificati avevano aperto il fuoco per primi contro manifestanti degli stessi movimenti sciiti. (TG La7)

Su altre fonti

Milano, 14 ott. (LaPresse) – “Non permetteremo a nessuno di prendere in ostaggio il Paese per i propri interessi o calcoli”. (LaPresse)

L'esecito ha ammonito su Twitter che "aprirà il fuoco contro chiunque sia armato in strada e chiunque spari da qualsiasi direzione", invitando i civili ad abbandonare le strade. Beiurtu (Libano) - E' di almeno tre morti e venti feriti il bilancio delle vittime dei colpi di arma da fuoco esplosi oggi a Beirut, capitale del Libano, durante la protesta indetta dalle organizzazioni sciite Amal ed Hezbollah contro il giudice che guida l'inchiesta sull'esplosione al porto dello scorso anno. (IL GIORNO)

L’immediata reazione dei manifestanti, già ampiamente armati, non permette di escludere la possibilità che sia tutto frutto dell’ingegno di Hezbollah. “A poche centinaia di metri da lì, scoppiò la guerra civile nel ’75”, ricorda ad Huffpost Ugo Tramballi, scientific advisor dell’Ispi. (L'HuffPost)

Libano, Hezbollah e Amal contro il giudice del processo per l’esplosione al porto di Beirut:…

Tarek Bitar, il magistrato che in Libano vuole portare a processo la classe politica di Gabriella Colarusso 14 Ottobre 2021 di Gabriella Colarusso. Quindi lei concorda sul fatto che siano state milizie cristiane a sparare, nonostante l'assenza di rivendicazione? Lo specchio di un Paese, quello che Young studia da decenni, dove la gente sopravvive arrangiandosi, senza mai contare sullo Stato. (La Repubblica)

Così il presidente del Libano, Michel Aoun, citato dai media. (LaPresse) – “La strada non è il luogo dell’obiezione, e l’erezione di barricate o l’escalation di posizioni non portano la soluzione”. (LaPresse)

Sia il presidente della Repubblica Michel Aoun, che il primo ministro Najib Mikati, hanno invitato alla calma, senza particolare successo In strada e sui tetti dei palazzi sono quindi attivi i soldati dell’Esercito libanese, sostenitori di Amal, Hezbollah e Marada e quelli delle Forze libanesi, partito cristiano nazionalista notoriamente ostile ai due movimenti sciiti. (Il Fatto Quotidiano)

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