La mamma hacker che traffica cryptovalute usando carte di credito intestate ai vip

La mamma hacker che traffica cryptovalute usando carte di credito intestate ai vip
Today.it INTERNO

Arrestata a Genova una 40enne di origini russe, ingegnere informatico, che sfruttava le sue abilità per commettere truffe e riciclare i proventi tramite cryptovaluta. In casa carte di credito intestate a personaggi famosi

(Today.it)

La notizia riportata su altri giornali

Per eludere eventuali controlli, la donna andava nei punti di ritiro munita di documenti falsi oppure reclutava terze persone che, dietro compenso, ritiravano i pacchi al suo posto. I proventi erano poi riciclati tramite acquisti di criptovalute sugli exchange internazionali. (AGI - Agenzia Italia)

È la storia di Natalia una quarantenne di origine russa ma da tempo residente in Italia dove aveva messo su casa a Genova. L'operazione di polizia denominata Cyber Moscow Mules, è andata avanti per mesi sia attraverso indagini tecnico informatiche sia con investigazioni tradizionali. (Fanpage.it)

La donna usava documenti falsi oppure reclutava terze persone per il ritiro dei pacchi. Arresto a Genova da parte della Polizia Postale di una donna russa di 40 anni che è residente da molti anni in città. (Primocanale)

Mamma e hacker: la doppia vita della 40enne fermata dalla Polizia Postale

I proventi erano poi riciclati tramite acquisti di criptovalute presso numerosi exchange internazionali. Genova, 11 ottobre 2021 - Insospettabile madre di famiglia, in realtà abile hacker. (IL GIORNO)

Esperta nel creare nuove identità, ritirava presso punti di recapito sempre diversi della provincia di Genova, gli oggetti che acquistava sui portali di e-commerce utilizzando fondi, carte di credito e conti bancari di ignari malcapitati. (Il Messaggero)

Per eludere eventuali controlli, la donna si presentava presso i punti di ritiro munita di documenti falsi oppure reclutava terze persone che, dietro compenso, ritiravano i pacchi in sua vece. E’ tuttora al vaglio degli investigatori l’analisi del corposo materiale informatico sequestrato (Prima la Riviera)

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