Torre Annunziata, lo spacciatore di 11 anni obbligato dai genitori: «Se non lo fai sei un bastardo»

Torre Annunziata, lo spacciatore di 11 anni obbligato dai genitori: «Se non lo fai sei un bastardo»
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Una coppia di genitori di Torre Annunziata costringeva il figlio di 11 anni a spacciare cocaina.

E se lui voleva andare a giocare gli dicevano che era un «bastardo» e un «infame».

Il padre a quel punto ammette: «Ha ragione»

Poi accetta dopo le rimostranze dei genitori: «Che bastardo», dice lei.

A quel punto interviene il bambino di 11 anni.

(Open)

La notizia riportata su altri media

In una foto si nota il figlio di appena sei anni, che indossa un medaglione d’oro al collo, e una pistola (anche se visibilmente finta). Un degrado, per ora, frenato dall’ennesima operazione dello Stato nella zona sud di Torre Annunziata (Lo Strillone)

Il piccolo a torso nudo, catena dorata con un grosso medaglione al collo e una pistola a giocattolo nella mano destra. La zia, in casa con la madre e il padre, chiede al nipote di appena 11 anni di consegnare una dose di cocaina. (Il Riformista)

LOMBARDIA, BOLLETTINO CORONAVIRUS 7 AGOSTO/ 32 morti, 3.145 contagi, -35 ricoveri. PUSHER DI 8 ANNI, MA NON SOLO: L’INCHIESTA…. “Sei un bastardo” e “infame” le parole che l’hanno convinto, insieme ad un “regalo” di 10 euro Un “orgoglio” per la mamma del pusher minorenne, che sui social ha pubblicato l’immagine e scritto: “Sei uguale a papà“. (Il Sussidiario.net)

Baby pusher a Torre Annunziata, la madre al figlio 11enne: "Non consegni la coca? Bastardo"

Hanno un destino segnato. Vengono messi al mondo per essere addestrati a diventare criminali e fare del male a se stessi e agli altri. (TorreSette)

E quando i ragazzini si rifiutavano, venivano pure pesantemente apostrofati dai genitori. Per la consegna, a questo punto, si offre la sorella del ragazzino, anch’ella minorenne, ma arriva la telefonata del fidanzato che è in carcere e la ragazza cerca di convincere il fratello offrendogli 10 euro, come ricompensa. (Metropolisweb)

La circostanza emerge da un'intercettazione risalente alla notte del 26 dicembre 2018: uno degli indagati chiede al figlio, appena undicenne, di contattare la zia per chiederle di recarsi a casa loro e poi, quando questa arriva, cinque minuti dopo, allo stesso ragazzino viene chiesto di eseguire la consegna (10 grammi di cocaina) ma lui si rifiuta: "Mi scoccio", dice (La Repubblica)

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