Alta tensione in Cile: estrema destra e Frente Amplio al ballottaggio per la presidenza

Alta tensione in Cile: estrema destra e Frente Amplio al ballottaggio per la presidenza
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Valigia Blu ESTERI

Il suo discorso populista e personalista ha conquistato il 12,9% dei voti e un insospettabile terzo posto dopo i primi due candidati.

La differenza percentuale tra i due contendenti è minima, e per capire come si distribuirà il voto al ballottaggio bisogna guardare i risultati degli altri candidati.

Jakcson era in quarantena preventiva per essere stato in contatto diretto con Boric, risultato positivo al nuovo coronavirus

Va sottolineato che Parisi vive in Alabama, negli Stati Uniti, da dove ha condotto l’intera campagna elettorale a distanza. (Valigia Blu)

Se ne è parlato anche su altri media

Le elezioni presidenziali di oggi rappresentano – almeno in base alle ultime rilevazioni – una rivoluzione copernicana nella politica del Cile post-dittatura. Per la prima volta dal ritorno della democrazia nel 1990, il Paese sembra deciso ad archiviare la stagione della Transizione. (Avvenire.it)

Il fantasma di Augusto Pinochet consegnato agli atti delle tragedie del Novecento e il paese finalmente pronto all’alternanza di potere senza traumi. Quel sistema ha portato la gran parte del pensionati cileni a ricevere assegni da fame. (Domani)

Sebastian Sichel, candidato del centro-destra, che ha ottenuto il 12,75% dei voti arrivando in quarta posizione e ha detto ai sostenutori che in nessuna circostanza voterà per il "candidato di sinistra", riferimento a Boric. (Rai News)

Oltre la macchietta trumpiana. Chi è Kast, probabile prossimo presidente del Cile

La vittoria di Boric sembrava certa fino a pochi mesi fa, quando nella corsa per la presidenza era entrato Kast. Dopo la pubblicazione dei risultati, ieri sera, tutti i candidati al primo turno hanno tenuto discorsi ai loro sostenitori. (Rolling Stone Italia)

Candidata alla Camera, da due mesi distribuisce i suoi santini nei quartieri di classe media di Nuñoa e Providencia. È lui la vera sorpresa di questo voto, il suo consenso è cresciuto molto negli ultimi due mesi grazie ad una campagna capillare nelle periferie e sui social. (La Stampa)

Peccato solo che Kast non abbia nulla di “estremo”. Già così, sommati i voti di Parisi e Sichel, se Kast confermerà la sua performance il prossimo 19 di dicembre, sarà lui a guidare il Cile sino al 2026. (Tempi.it)

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