«Gente come Berlusconi è da tenere a distanza». I patti non rispettati tra l'ex premier e Graviano.

«Gente come Berlusconi è da tenere a distanza». I patti non rispettati tra l'ex premier e Graviano.
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Ma rivela, sollecitato dal pm, che anche prima in effetti aveva cercato di far arrivare quel messaggio a Berlusconi.

Malgrado il sospetto che, con le sue risposte di oggi, Graviano tenti di sviare certi argomenti e di rispondere nella maniera più vaga possibile, una cosa sembra emergere chiaramente.

Ne parlano anche altre fonti

Reggio Calabria - Seconda deposizione del capomafia di Brancaccio al processo ’ndrangheta stragista che per la prima volta nomina esplicitamente l’ex senatore. Dice e non dice, ripete il nome di Silvio Berlusconi, e alla fine cita anche il grande convitato di pietra di questa storia: Marcello Dell’Utri. (Il Fatto Quotidiano)

Cronaca Palermo NUOVE DICHIARAZIONI al processo 'ndrangheta stragista Mafia, Graviano ora è un fiume in piena: “Voglio ricordare a Berlusconi il suo debito” di Redazione 14 Febbraio 2020. . . . . . Ora è inarrestabile. (ilSicilia.it)

Il boss di Brancaccio sostiene di aver incontrato “tre volte” Berlusconi a Milano, persino quando era latitante. “Berlusconi ha tradito Dell’Utri” – La novità è che finalmente Graviano fa il nome di Marcello Dell’Utri. (Il Fatto Quotidiano)

«Non racconterò mai a nessuno come ho concepito mio figlio mentre ero al carcere duro, perché sono cose intime mie. Parole choc del boss mafioso Giuseppe Graviano. (Il Messaggero)

Anche Filippo Graviano è riuscito a diventare padre in carcere. Fino a pochi anni fa si pensava che Giuseppe Graviano e suo fratello Filippo avessero fatto ricorso all’inseminazione artificiale. (lasiciliaweb | Notizie di Sicilia)

Lo ha detto l'ex boss Giuseppe Graviano deponendo in videoconferenza in Corte d'assise a Reggio Calabria nel processo "'Ndrangheta stragista" in merito ai suoi presunti rapporti con Silvio Berlusconi. L'ex boss, in quella circostanza, raccontava ad Adinolfi "il tradimento di Berlusconi, e non solo per gli investimenti immobiliari a Milano per venti miliardi di lire, ma per avere aggravato la legislazione antimafia che ha danneggiato pure lui". (Il Lametino)

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