«Recovery fund legato a piano di riforme»: la proposta di Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca. No di Amendola

Il Gazzettino Il Gazzettino (Interno)

Serve più coraggio il 27 maggio dalla Commissione europea», scrive su Twitter il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola.

I quattro insistono quindi sulla necessità di «riforme» che permettano agli Stati membri di essere «meglio preparati per la prossima crisi».

Se ne è parlato anche su altri giornali

Ci sono poi altre condizionalità più rivolte ai Paesi dell’Est: i prestiti saranno legati «al rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali». Niente mutualizzazione del debito, nessun aumento significativo del bilancio Ue, ma un fondo limitato nel tempo (massimo due anni) per concedere prestiti ai Paesi in difficoltà (niente sussidi a fondo perduto), in cambio di riforme e disciplina di bilancio. (La Stampa)

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