Perché Hertz, la regina degli autonoleggi, ha chiesto la bancarotta

La Stampa La Stampa (Economia)

A tal punto che il titolo di Hertz a Wall Street ha perso oltre il 40% in chiusura.

E così uno dei colossi globali del noleggio di autovetture, la statunitense Hertz, è finito a gambe all’aria.

Qualora avesse deciso di intervenire sul mercato, il salvataggio di Hertz sarebbe stato realtà.

Se ne è parlato anche su altri giornali

Il coronavirus ha praticamente azzerato la domanda del colosso dell'autonoleggio nato un secolo fa con una flotta di Model T Ford. Se va in crisi anche un colosso come Hertz vuol dire che il settore è veramente sull'orlo del baratro. (L'Unione Sarda.it)

L’impatto dell'epidemia sulla società è stato improvviso e drammatico e ha causato un brusco calo delle entrate dell’azienda, hanno dichiarato gli amministratori. Dichiarato il fallimento Hertz ha fatto sapere che intende portare avanti le attività mentre riorganizza il debito anche se, la società ha dichiarato di non avere le risorse per continuare. (Euronews Italiano)

Non sapere quando e in che misura riprenderanno le vendite, è stato detto, ha reso necessario il fallimento. Un altro grande colosso dichiara fallimento a causa del Coronavirus. Hertz non è di certo la prima società ad essere stata messa in ginocchio dall’emergenza Coronavirus. (Bitecoin)

Hertz affonda a Wall Street e per le conseguenze del coronavirus presenta istanza di fallimento negli Stati Uniti e in Canada. «Tuttavia - precisa la nota - , permangono incertezze sul ritorno del reddito e sulla completa riapertura del mercato, il che ha reso necessaria l'azione di oggi». (Il Messaggero)

Di fronte al rifiuto delle banche di concederle altre dilazioni, non ha avuto alternativa alla bancarotta. Fu fondata a Chicago nel 1918 e all’inizio si chiamava Rent-a-Car: di fatto divenne sinonimo di autonoleggio, un business all’epoca nascente. (La Repubblica)

L’emergenza coronavirus, che ha fermato i viaggi in tutto il mondo ha costretto il gruppo di autonoleggio americano Hertz, fortemente indebitato, a dichiarare la bancarotta negli Stati Uniti e in Canada (Corriere della Sera)

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