Stato-mafia: tra schegge di giustizia e pretesa di verità

Stato-mafia: tra schegge di giustizia e pretesa di verità
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Antimafia Duemila INTERNO

Ed inoltre, per concludere, ringraziamo Lorenzo Baldo per l’emozionante dialogo, per aver risposto alle nostre domande e al professore Franco Plataroti per averci dato questa opportunità.

L’In(CONTRO) la mafia. di Alice Franzon e Paola Rizzo. . Lorenzo Baldo ha tenuto una videoconferenza con alcuni ragazzi del Cottini, il 16 aprile.

L’incontro del vicedirettore Lorenzo Baldo con gli studenti del Liceo Cottini di Torino. (Antimafia Duemila)

Ne parlano anche altri media

A fronte di tutte queste decisioni apparentemente illogiche quindi è ipotizzabile che anche Salvatore Riina dipendeva da qualcuno e che tutte le sue mosse erano fatte in concerto con i voleri o i desideri di altre entità esterne. (Antimafia Duemila)

E’ vero, Giovanni Brusca si è macchiato di cose orribili, però nel nostro Stato esistono queste leggi sui collaboratori di giustizia. Al microfono di Fabio Camillacci è intervenuto l’ex mafioso della ‘Ndrangheta, oggi collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura. (Stretto web)

Poi, una volta arrestati Riina e i fratelli Graviano”, le stesse persone “garantiscono una latitanza protetta per lo “zio”, Bernardo Provenzano. Le accuse nei suoi confronti, in primo grado, erano state dichiarate estinte per prescrizione grazie alle attenuanti previste per i collaboratori di giustizia (Il Fatto Quotidiano)

Il processo Trattativa alle battute finali: "Dell'Utri sostituì Salvo Lima"

Infine - il 14 e il 20 luglio - è in programma l'arringa del collegio difensivo di Marcello Dell'Utri E ciò induce ulteriore violenza", motivando l'accusa, per gli imputati, di minaccia e violenza a Corpo politico dello Stato. (Rai News)

Al dibattimento era imputato anche Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. All’udienza di oggi del procedimento d’appello sul patto che pezzi dello Stato avrebbero stretto con Cosa nostra negli anni delle stragi mafiose dovrebbe concludersi la requisitoria dei procuratori generali Giuseppe Fici e Sergio Barbiera. (Grandangolo Agrigento)

Oggi, nell’aula bunker del carcere di Pagliarelli, l’accusa, dopo quattro ore di intervento (due ore a testa) ha chiesto la conferma della condanne di primo grado. Poi “trattativisti” sul fronte dello Stato avevano individuato e puntato sull’ala moderata e non stragista di cosa nostra. (Livesicilia.it)

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