HANS KÜNG/ Ratzinger scelse Cristo, lui la critica (e rimase solo)

HANS KÜNG/ Ratzinger scelse Cristo, lui la critica (e rimase solo)
Il Sussidiario.net ESTERI

Küng il dissidente, l’eretico, l’indomabile critico, decise di tirarsi fuori da quel rapporto vivo che avrebbe potuto cambiare davvero la Chiesa e rimase praticamente solo, genio senza fratelli, profeta senza un vero popolo.

La sua figura rimase sempre divisiva e le sue istanze depotenziate dalla frattura da lui stesso causata proprio a Tubinga

Dai tempi di Tubinga, dove collaborarono assieme per ben tre anni, i due diventarono le due facce della stessa medaglia. (Il Sussidiario.net)

Ne parlano anche altri giornali

MA AL DI LÀ del contenzioso con Wojtyla e con le gerarchie ecclesiastiche cattoliche, Küng va ricordato per il suo Per questo motivo, nel 1979, venne sanzionato da papa Wojtyla, diventando così il primo dei tanti teologi che Giovanni Paolo II punirà durante il suo lungo pontificato. (Il Manifesto)

Leggi anche Un bisogno nuovo di religione 8 luglio 2018. Küng è stato un teologo tra i più grandi del ‘900 e un'autorità morale per i credenti contemporanei. Risposta al problema di Dio nell'età moderna” o “Vita eterna?” (entrambi tradotti da Mondadori) restano dei classici; un'opera come “Progetto per un'etica mondiale. (Il Sole 24 ORE)

Anzi, in un certo senso Ratzinger ne è stato anche la prima vittima ma, alla fine, non si è prestato La Chiesa tra ideologia teocon e «ospedale da campo» , si comprenderà che Cantalamessa non è stato affatto esagerato e che la “crisi della Chiesa” cui ha fatto riferimento, ha attraversato gli ultimi venticinque anni e tutti e tre gli ultimi papati. (L'HuffPost)

Kasper: Küng, critico e combattivo ma è stato uomo di dialogo

Anche il suo spirito pungente era motivato dalla volontà di realizzare quella Chiesa che il Concilio aveva desiderato». Hans Küng, il teologo «ribelle» morto ieri a 93 anni, considerato antagonista di due papi - Ratzinger e Wojtyla - attaccava la Chiesa di Roma perché «la amava». (La Stampa)

E invece era proprio un sacerdote cattolico, ordinato nel 1954 addirittura a Roma, dopo studi da immaginarsi brillanti alla Pontificia Università Gregoriana. Non è colpa mia se il personaggio era contrassegnato da quella che Vittorio Messori, dopo un contatto ravvicinato, definì «virulenza» (ilGiornale.it)

È questo in sintesi il ritratto del teologo svizzero Hans Küng, morto ieri, martedì 6 aprile, all’età di 93 anni. Nell’estate scorsa, ho telefonato al Pontefice dicendogli che Küng era vicino alla morte e voleva morire in pace con la Chiesa. (Vatican News)

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