Congo, Vittorio Iacovacci doveva sposarsi in estate: il carabiniere morto sarebbe rientrato in Italia a giorni

Congo, Vittorio Iacovacci doveva sposarsi in estate: il carabiniere morto sarebbe rientrato in Italia a giorni
Il Messaggero INTERNO

APPROFONDIMENTI ROMA Congo, si chiamava Vittorio Iacovacci il carabiniere morto. KINSHASA Vittorio Iacovacci, il carabiniere morto nell'attacco in Congo MONDO Congo, ucciso in un attacco l'ambasciatore italiano e un. ABRUZZO Barone: «Dolore e cordoglio per l’ambasciatore e il. ROMA Congo, il «profondo cordoglio» di Draghi.

Chi era Vittorio Iacovacci. Congo, si chiamava Vittorio Iacovacci il carabiniere morto nell'attacco terroristico: era di Latina

Di Maio rientra. (Il Messaggero)

La notizia riportata su altre testate

In viaggio. Nonostante l'atmosfera esplosiva, ieri padre Agostinis si stava preparando a partire per Goma: «Non abbiamo paura. Un animo da missionario: «Lottava per i bimbi soldato». Congo, morto Luca Attanasio. (Il Messaggero)

Nell’abbazia di Fossanova, a pochi chilometri da Sonnino, il momento di preghiera in ricordo del carabiniere e dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio Si era costruito la casa qui, accanto a quella dei genitori, per viverci insieme alla sua fidanzata. (Adnkronos)

«Non solo era mio amico ma un amico del territorio. – – commenta nell’immediato Vincenzo Rubano, presidente dell’associazione Elaia – Sarebbe tornato a giugno. (Giornale del Cilento)

Congo: padre Trasparano (missionario), “qui i massacri sono all'ordine del giorno”

“Nel corso dei miei incarichi sono stato anche in Tanzania: lì scavi e trovi solo terra. Bisogna capire cosa è il Congo, un paese grande come da Lisbona a Varsavia, un continente. (Il Sussidiario.net)

Lo aveva celebrato don Angelo Gornati, allora parroco di Limbiate, che aveva visto crescere Luca e crescere in lui quella grande voglia di donarsi al prossimo. L’ultimo incontro quando era tornato a Limbiate qualche mese fa (Il Giorno)

Congo: padre Trasparano (missionario), “qui i massacri sono all’ordine del giorno”. “Quella è una strada infida, non so come sia stato possibile che l’ambasciatore non viaggiasse su un mezzo blindato. È anche vero che ogni giorno avvengono fatti tragici e massacri nel Nord Kivu”. (Toscanaoggi.it)

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