Coronavirus, Istat: “Shock diffuso sull’intero sistema produttivo

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L’intensità della crisi risulta più profonda delle precedenti, visto il crollo della fiducia di famiglie e imprese, già a marzo, andando anche oltre ai minimi del 2008.

Il primo dato disponibile è quello che misura la fiducia di famiglie e imprese: già a marzo risulta peggiore rispetto a dicembre 2008 e anche a settembre 2011, quando scoppio la crisi dei debiti sovrani.

La notizia riportata su altre testate

Le necessarie misure di contenimento del COVID-19 stanno causando uno shock generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l’offerta sia la domanda”, si legge nello studio. “Nel primo caso la riduzione dei consumi sarebbe pari al 4,1% su base annua mentre nel secondo al 9,9%”. (Money.it)

Ma se le misure di chiusura proseguissero fino a giugno, si potrebbe avere un calo fino al 9,9%. Questo contesto ha determinato significative revisioni al ribasso delle previsioni del Pil mondiale che è atteso registrare nel 2020, senza eccezioni, una flessione", si legge. (Fanpage.it)

Nel primo caso la riduzione dei consumi sarebbe pari al 4,1% su base annua mentre nel secondo al 9,9%. La riduzione dei consumi determinerebbe una contrazione del valore aggiunto dell’1,9% nel primo scenario e del 4,5% nel secondo. (Finanzaonline.com)

Nel primo caso la riduzione dei consumi sarebbe pari al 4,1% su base annua, mentre nel secondo al 9,9%. La caduta del valore aggiunto rispetto allo scenario in assenza di lockdown è fortemente eterogenea a livello settoriale. (Milano Finanza)

Il lockdown delle attività produttive "ha quindi amplificato le preoccupazioni e i disagi derivanti dall'emergenza sanitaria, generando un crollo della fiducia di consumatori e imprese". Le necessarie misure di contenimento del Covid-19 stanno causando uno shock generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l'offerta sia la domanda. (Tutto Napoli)

Le misure di contenimento del Covid-19 stanno causando «uno shock rilevante, generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l'offerta sia la domanda» e l’intero sistema produttivo. Nel primo caso la riduzione dei consumi sarebbe pari al 4,1% su base annua mentre nel secondo al 9,9%. (La Stampa)

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