Green pass: Draghi tiene duro, niente tamponi pagati dallo Stato

QuiFinanza INTERNO

Nonostante i timori per le proteste delle piazze, il rischio blocchi e la polemica poliica sempre in agguato, Mario Draghi non molla sui tamponi pagati dallo Stato: niente da fare.

In nessun caso l’assenza della certificazione verde comporta il licenziamento”.

Green pass lavoro, cosa fare se non si può fare il vaccino per motivi di salute. Cosa succede a chi non può ricevere il vaccino per motivi di salute?

Anche per una questione di costi: si tratterebbe di un onere per lo Stato di almeno 500 milioni di euro al mese. (QuiFinanza)

La notizia riportata su altre testate

E invece no: su quei problemi lì nessuno gli pone grandi questioni. Piero Sansonetti Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore (Il Riformista)

Draghi opta per la linea dura e non cede davanti a no Green Pass e no Vax: niente sconti sui tamponi e niente rinvii. Nonostante le proteste, gli scioperi e le manifestazioni, Draghi ha deciso di non fare passi indietro sul Green Pass a lavoro, diventato effettivamente obbligatorio dalla giornata del 15 ottobre. (News Mondo)

Da oggi è entrato in vigore l’obbligo di Green Pass per i lavoratori: nonostante le proteste il Premier Draghi non cede, no ai tamponi gratuiti. Nel caso in cui, un dipendente dovesse accedere senza il possesso del Green Pass, il datore di lavoro deve avvisare la Prefettura per la comminazione della sanzione (Yeslife)

A guardare le spese del governo, gli acquisti militari dicono che si investe sempre di più in armamenti militari. Ci sono due aspetti che mantengono alta l'attenzione di Rete italiana Pace e Disarmo (Fanpage.it)

L’obiettivo fissato da Palazzo Chigi resta quello di vaccinare il 90% degli italiani prima di pensare alla rimozione di alcune restrizioni come il green pass. Quanti tamponi potrebbero servire con obbligo green pass. (Money.it)

D'altra parte, come scrive il New York Times, quella dell'Italia sul green pass obbligatorio «è la posizione più audace» in Europa, «una delle linee più dure nel mondo occidentale». Tanto che Draghi si infastidisce non poco per le due ore di ritardo del Conisglio dei ministri. (ilGiornale.it)

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