Treviso, il bimbo è malato e il papà lo uccide: «L'ho fatto per evitare a mio figlio un futuro di sofferenze»

Treviso, il bimbo è malato e il papà lo uccide: «L'ho fatto per evitare a mio figlio un futuro di sofferenze»
Il Messaggero INTERNO

(Treviso) - «So che sarò definito un mostro, ma il dolore che sto provando lo conosco solo io.

L’ho fatto per evitare a mio figlio un futuro di sofferenze.

Ma una diagnosi conclusiva, vista la tenera età del bimbo, non era ancora stata fatta.

Padre uccide il figlio di 2 anni e poi si toglie la vita a Treviso, la mamma del bimbo era fuori casa. Massimiliano era lì al suo fianco.

Per lui, confuso e impaurito dall’ipotesi di un figlio autistico, uccidere Massimiliano e togliersi la vita, è stato un atto d’amore

(Il Messaggero)

Se ne è parlato anche su altre testate

Egidio e il figlio Massimiliano dovevano andare a pranzo proprio a casa del nonno, Fortunato Battaglia. Arrivato all'altezza del terrazzo ha visto il corpo senza vita del piccolo Massimiliano (TrevisoToday)

Ma non è solo per questo che gli inquirenti ritengono che l’omicidio suicidio sia avvenuto ben prima di mezzogiorno. IL TESTAMENTO. Nelle pagine manoscritte Egidio non si rivolge a un parente in particolare, ma a coloro che leggeranno la lettera. (Il Gazzettino)

Mai avremmo pensato come comunità di vivere una tragedia di questo tipo”. Questa tragica vicenda è una ferita per tutti, noi amministratori e l’intero paese”. (Oggi Treviso)

Omicidio-suicidio di Castello di Godego, il papà ha lasciato una lettera

Castello di Godego, Egidio Battaglia soffoca a morte figlio di 2 anni. La tragedia, oggi, sabato 20 febbraio, poco prima delle 13, in Piazza Città di Boves, numero 7. Un padre di 43 anni ha ucciso il proprio figlio, di due anni, e si è poi suicidato. (Blitz quotidiano)

APPROFONDIMENTI NORDEST Papà Egidio strangola il piccolo Massimiliano e si toglie la. CASTELLO DI GODEGO Il papà omicida: «Non sono un mostro, l'ho fatto per. L'omicidio-suicidio si è consumato nel bagno di casa, un appartamento al primo piano di una palazzina a Castello di Godego, dove il 43enne viveva assieme alla moglie, di origine romena. (Il Gazzettino)

Il matrimonio, hanno riferito amici e parenti della coppia, non aveva crepe; si trattava di una famiglia unita. L'uomo lavorava in un'azienda di macchine impastatrici, la moglie era impiegata in una cooperativa trevigiana che presta servizi per gli ospedali. (Oggi Treviso)

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