La rivincita di AstraZeneca: dalla causa con l'Ue a volto umano di Big Pharma

EuropaToday ECONOMIA

Il brand farmaceutico AstraZeneca è stato associato per mesi ai ritardi nelle consegne e ai contrasti con l’Unione europea, poi degenerati in una causa ancora in corso di fronte ai giudici belgi.

Ma oggi AstraZeneca si è presa una bella rivincita, mostrando il volto umano di una grande azienda farmaceutica che ha fatto una scelta rispettata da tutti: quella di non guadagnare sul suo vaccino.

“Prima o poi - ha aggiunto - i profitti sul vaccino dovranno esserci anche se non intendiamo fare grandi guadagni su questo prodotto”

La scelta di AstraZeneca di vendere le fiale senza accumulare profitti “non durerà per sempre”, ha spiegato l’amministratore delegato Pascal Soriot. (EuropaToday)

Se ne è parlato anche su altre testate

I dati iniziali sulla sicurezza e sull’immunogenicità dello studio dimostrano che una dose di richiamo somministrata almeno 6 mesi dopo la seconda dose ha un profilo di tollerabilità coerente, mentre produce livelli di anticorpi neutralizzanti contro il virus originario e la variante Beta che sono da 5 a 10 volte superiori rispetto alle due dosi primarie. (La mia città NEWS)

La tecnologia è destinata ad avere tante altre applicazioni nel prossimo futuro. E si prevede un exploit anche per Biontech e Moderna, le biotech che hanno sviluppato i vaccini a base “Mrna”. (Il Sole 24 ORE)

Lorenzin "Tamponi gratis solo per chi non può vaccinarsi"/ "No vax li paghino.". Il quotidiano “La Verità”, a tal proposito, manifesta la propria disapprovazione, evidenziando come miocarditi e pericarditi (infiammazioni cardiache) siano non così rare dopo la somministrazione dei sieri Pfizer e Moderna nei più giovani. (Il Sussidiario.net)

“In tanti Paesi gli operatori sanitari in prima linea continuano a perdere la vita”, ha aggiunto Winnie Byanyima, Direttore Esecutivo di UNAIDS Business Vaccini: Moderna e Pfizer, secondo un dossier di Oxfam, ha rivelato che i vaccini nel mondo siano stati venduti a prezzi esorbitanti, fino a 24 volte il costo di produzione. (Imola Oggi)

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