Scandalo Eni Nigeria, il Pm nascose la prova che scagionava i vertici

Scandalo Eni Nigeria, il Pm nascose la prova che scagionava i vertici
Il Riformista ECONOMIA

Si tratta di un filmato nel quale il principale teste di accusa dichiarava che intendeva accusare i vertici dell’Eni per ricattarli, e minacciava di trascinarli nel fango.

Succede anche in altri processi che i Pm celino elementi di prova o indizi favorevoli agli imputati?

La Procura di Milano – che ha portato a processo e accusato di reati molto gravi i vertici dell’Eni, compreso l’amministratore Claudio Descalzi – ha nascosto al Tribunale una prova fondamentale che scagionava lo stesso Descalzi. (Il Riformista)

La notizia riportata su altre testate

A meno di tre mesi dalla sentenza i giudici di Milano hanno depositato le motivazioni del verdetto di assoluzione di tutti gli imputati nel processo Eni Nigeria. Alcuni profili della vicenda restano in parte oscuri e possono essere oggetto di ricostruzioni probabilistiche e ipotetiche” scrivono i giudici. (Il Fatto Quotidiano)

Milano, 10 giu. (LaPresse) – “L’apertura del procedimento da parte della Procura di Brescia nei confronti del procuratore aggiunto De Pasquale e del sostituto procuratore Spadaro, è atto dovuto che merita rispetto istituzionale, tanto quanto l’assoluta professionalità dei colleghi”. (LaPresse)

Toni e parole che proverebbero l'intenzione di Armanna di «ricattare i vertici» della società dalla quale era stato licenziato un anno prima Ieri la notizia che i pm milanesi Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Brescia. (ilGiornale.it)

Nascosero prove utili alle difese: indagati i pm del caso Eni-Nigeria

Il procuratore aggiunto di Milano Fabio De Pasquale e il pm Sergio Spadaro sono indagati dalla Procura di Brescia con l’ipotesi di rifiuto d’atti d’ufficio in relazione al processo Eni/Shell-Nigeria di cui ieri il Tribunale ha depositato le motivazioni dell’assoluzione di tutti gli imputati. (L'HuffPost)

C'è fibrillazione in Procura a Milano il giorno dopo la notizia choc dell'indagine della Procura di Brescia a carico del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e del pm Sergio Spadaro. L'inchiesta bresciana, coordinata dal procuratore Francesco Prete e dal pm Donato Greco, è nata proprio dai due interrogatori di Storari. (ilGiornale.it)

Infine ha negato di aver mai conosciuto manager o rappresentanti di Eni o delle sue controllate. Nessuna volontà di «arrecare qualsiasi vulnus», aveva chiarito, «noi ci siamo attenuti solo a quegli atti che direttamente potevano toccare l’evoluzione delle dichiarazioni di Armanna». (Il Dubbio)

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