Djokovic, cancellato visto per la seconda volta: a rischio espulsione

Djokovic, cancellato visto per la seconda volta: a rischio espulsione
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L'INDIPENDENTE SALUTE

La decisione è stata motivata dal ministro dell’Immigrazione Hawke con ragioni “di salute e di ordine pubblico”.

Il governo australiano ha cancellato per la seconda volta il visto del tennista Novak Djokovic, che rischia ora l’espulsione dall’Australia.

Le alternative per il campione del tennis sono ora accettare la decisione o presentare appello, richiedendo un procedimento d’urgenza che permetta il dibattimento nel fine settimana. (L'INDIPENDENTE)

La notizia riportata su altre testate

"Ammiro molto Djokovic - ha spiegato la 9 volte vincitrice di Wimbledon a 'Good Morning Britain' - e l'ho spesso difeso nei dibattiti, ma stavolta non mi trovo d'accordo con la sua scelta di non farsi vaccinare. (TennisItaliano.it)

Il turco ha guidato l’Inter con quattro assist e due gol in cinque presenze. PREMIO – Hakan Calhanoglu si è aggiudicato il premio di Lenovo Player of The Month per il mese di dicembre. Calhanoglu è stato premiato dai tifosi con il riconoscimento di Lenovo Player Of The Month di dicembre. (Inter-News)

L’atleta serbo è al centro di un caso mediatico: in possesso di un’esenzione medica, Djokovic è atterrato mercoledì scorso in Australia, dove è richiesta la certificazione vaccinale per entrare nel Paese e anche per partecipare al torneo. (Calcio e Finanza)

Martina Navratilova: "Ammiro Djokovic, ma avrebbe dovuto vaccinarsi per il bene comune"

La storia di Novak Djokovic agli Australian Open 2022 diventerà una serie su Netflix. L'idea di Netflix era realizzare una serie simile a "Drive to survive", che racconta il mondo della Formula 1 dall'interno. (ilmattino.it)

«Rispetto all’ultima dichiarazione del ministro dell’Immigrazione Hawke, la nostra posizione non è cambiata. Questi sono poteri ministeriali personali che possono essere esercitati dal ministro Hawke, e per ora non voglio fare ulteriori commenti». (Il Messaggero)

“Let him play”, è i grido dei manifestanti (LaPresse)

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