Alt agli scrocconi: sanzioni per chi vede il calcio 'pirata'

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E a completare l’operazione in pochi giorni». «Non abbiamo fatto in tempo per Torino-Roma dell’ultimo venerdì di campionato - prosegue Berruti -, ma il giorno dopo abbiamo cominciato.

E se Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, esprime la propria soddisfazione, il comandante del gruppo investigativo frodi tecnologiche, Gianluca Berruti, racconta l'operazione: «C’è stata una denuncia di DAZN che ci ha portato a muoverci immediatamente con la procura della repubblica di Napoli (LAROMA24)

La notizia riportata su altri giornali

In previsione dell’ultima giornata del campionato di calcio di serie A e della finale di Conference League gli specialisti informatici delle Fiamme Gialle hanno registrato centinaia di nuovi servizi e di risorse dedite alla vendita di attività di IPTV mediante streaming illegali. (TuttOggi)

In più, i creatori assicuravano la possibilità di una prova gratuita della durata di un'ora con la garanzia di anonimato a vantaggio dei fruitori. "Chiunque abbia provato a collegarsi ai servizi pirata è stato immediatamente reindirizzato su un pannello informativo che avvertiva che il sito tramite il quale si stava visionando il programma era sottoposto a sequestro ed i dati di connessione tracciati", si legge nell'agenzia (HWfiles)

Il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della guardia di finanza ha condotto una nuova indagine per il contrasto del fenomeno della pirateria audiovisiva, la cosiddetta IPTV, realizzata attraverso la trasmissione non autorizzata di contenuti protetti su rete internet. (Genova24.it)

Le conseguenti analisi svolte dagli investigatori hanno, allo stato, consentito di appurare l’esistenza di un nuovo sistema di gestione dei flussi informatici, denominato “Stream Creed”, che risulterebbe derivare dal codice sorgente della già nota “Xtream Code”, piattaforma pirata mondiale smantellata dal medesimo Nucleo Speciale nel 2019 (l'Immediato)

Numerosi canali Telegram - tra cui alcuni con oltre 20mila iscritti- ne pubblicizzavano i vantaggi e la convenienza offrendo in un unico abbonamento chiamato 'Applicazione Ufficiale'. Per Stefano Azzi, ceo di Dazn Italia, si tratta di un fenomeno che colpisce tutto il mondo dei player OTT, non solo Dazn. (la Repubblica)

L’«Applicazione ufficiale» illegale L’abbonamento unico, chiamato «Applicazione ufficiale» prometteva, con un costo irrisorio, di guardare le pay tv in simultanea da qualunque dispositivo e offrivano una prova gratuita di un’ora, assicurando la garanzia di anonimato. (Corriere della Sera)

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