Hirst alla Galleria Borghese? “Mostra originale”. L'ultima topica del ministro Franceschini

Hirst alla Galleria Borghese? “Mostra originale”. L'ultima topica del ministro Franceschini
ArtsLife CULTURA E SPETTACOLO

Probabilmenente distratto dai sussidi da distribuire allo spettacolo viaggiante, non deve aver nemmeno lette le prime righe del comunicato stampa della mostra di Damien Hirst appena inaugurata a Roma alla Galleria Borghese.

Franceschini loda l’originalità della mostra di Damien Hirst alla Galleria Borghese.

Precipitandosi a chiosare, riferito a Hirst alla Galleria Borghese, che “l’originalità di questa mostra è una prova di quello che succederà nei prossimi mesi”

Ovvero che “oltre 80 opere dalla serie Treasures from the Wreck of the Unbelievable sono esposte in tutte le sale del museo”. (ArtsLife)

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L’artista inglese Damien Hirst sfida gli iconici spazi della Galleria Borghese con una mostra che farà parlare a lungo di sé. È straordinaria la capacità della mostra “Archaeology Now” di Damien Hirst, ospitata all’interno dell’altrettanto celebre Galleria Borghese, di mantenere un perfetto equilibrio tra iconoclastia e rispetto nel rapportarsi con alcune tra le opere giustamente più famose della Storia dell’Arte. (CulturaMente)

Hirst ne prelevò alcuni per riconvertirli nelle sue opere Da piccolo, classificava minerali e fossili ordinandoli in scatole con certosina pazienza e candidamente immaginando un possibile dominio sull’anarchia della natura. (Il Manifesto)

Il tutto per costruire la sua fanta-storia, una magniloquente Archaeology — sognata, inventata. — con l’artificio di un fantomatico ritrovamento subacqueo Con una operazione di indubbio impatto visivo, senza mai «sottrarsi» — sia che si tratti di opere monumentali sia che si tratti di interventi di piccole dimensioni — Hirst giganteggia dispiegando il suo, di fasto (neo) barocco. (Corriere della Sera)

Roma, Galleria Borghese ospita “Archaelogy now” di Damien Hirst

Si intitola “Archeology now”, e vede per la prima volta Damien Hirst confrontarsi con i grandi del passato che abitano la Galleria Borghese. La mostra, resa possibile grazie al generoso supporto di Prada, è curata da Anna Coliva e Mario Codognato (ExibArt)

In mostra anche un gruppo di dipinti dalla serie di Hirst del 2016 intitolata Colour Space, che costituisce uno sviluppo degli Spot Paintings. Colour Space vede l’infiltrazione, nelle parole di Damien Hirst, di “elementi umani” (Lifestar.it)

Noi abbiamo fatto una scelta di opere che fossero in grado di raccontare, animare le nostre statue già all’interno della Galleria Borghese Così Francesca Cappelletti, direttrice del museo di Roma. (Newsby)

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