Covid, il punto di Draghi su vaccini e riaperture: cosa ha detto

Covid, il punto di Draghi su vaccini e riaperture: cosa ha detto
QuiFinanza INTERNO

“La disponibilità di vaccini non è calata, i numeri sono come prima di Pasqua, sta risalendo secondo il trend previsto.

Un segnale richiesto dalle tante categorie di lavoratori che negli ultimi giorni stanno manifestando con più forza davanti ai palazzi delle istituzioni.

Ma sul prossimo futuro il presidente del Consiglio allarga le braccia: “Le riaperture dovranno esserci, non ho una data, ci stiamo pensando in questi giorni, dipende dall’andamento dei contagi e dei vaccini. (QuiFinanza)

Ne parlano anche altre fonti

È quindi lui, Draghi, a premere per le riaperture, consapevole della crisi in cui si trovano tante persone. Più per una determinata regione/provincia autonoma l’indice si avvicina a 100 in base a quanto questa avrà portato avanti la campagna vaccinale con efficacia. (Redazione Jamma)

«Avere una data – ha spiegato Draghi – significa avere dei dati entro una certa data». Tutti chiedono aperture ed è normale chiederle, perché la miglior forma di sostegno non è quella che dà il Governo ma sono le riaperture. (La Legge per Tutti)

Con che coscienza un giovane salta la lista e si fa vaccinare lasciando un rischio concreto di morte per le persone fragili o gli over 75?“. Sono molto ottimista sull’andamento del piano vaccinale e soprattutto sul clima di collaborazione che c’è oggi tra Regioni e Stato”. (Quotidiano online)

Draghi, oggi la conferenza in diretta sul piano vaccini: a che ora e dove vederla

Non se la prende con le Regioni, che ammettono alle prenotazioni persone che evidentemente non avrebbero diritto a priorità. La cultura del sospetto per cui ti devi nascondere se guadagni tanto, se hai successo, se per un motivo da te indipendente hai accesso al vaccino prima di un altro (“ah sei vaccinato? (IlNapolista)

“La nostra categoria professionale, tra l’altro riconosciuta come professione sanitaria – aggiunge – è fondamentale per le ripercussioni che la pandemia sta avendo sulle persone. Lo dice a LaPresse Roberta Bruzzone, psicologa forense, commentando le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi e sottolinea: “È stata una uscita infelice”. (LaPresse)

La circolare del Ministero della Salute conferma che il farmaco è stato approvato dai 18 anni d’età: "Sulla base delle attuali evidenze – si legge – tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell'elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate, è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone sopra i 60 anni", e "chi ha già ricevuto una prima dose può completare il ciclo col medesimo vaccino" (Sky Sport)

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