Vaccini a Messina, controlli e nuovi hub

Messina SALUTE

La vicenda vaccini è il tema più caldo di questi giorni.

Intanto l'ordine europeo di indagine penale chiede nuovi accertamenti tecnici su sei lotti di Astrazeneca.

Anche Messina è in corsa.

Da un lato gli studi e gli incontri su Astrazeneca, dall'altro la realizzazione di nuovi centri di somministrazione per allargare la campagna vaccinale.

L'avviso notificato anche al legale incaricato dalla famiglia di Augusta Turiaco

(Messina)

Ne parlano anche altri media

La task force trentina consiglia di attendere le indicazioni che perverranno nei prossimi giorni prima di prenotare ulteriori vaccinazioni con AstraZeneca sotto i 60 anni (cioè i nati nel 1962 e successivi) (Alto Adige)

"Entro il 20 aprile – prosegue il governatore – riceveranno la prima dose anche gli over 80 a domincilio, circa 50.000, di cui 12.164 sono già stati vaccinati". Per loro le prenotazioni sarebbero dovute partire il 15 aprile e le somministrazioni sarebbero dovute iniziare il 27 dello stesso mese. (Il Giorno)

(LaPresse) – “Sono molto incoraggiato sul clima di collaborazione che c’è, certo non si possono addossare gli errori a una parte sola, ci sono state situazione complesse. Chiaro che vaccinare chi è nelle fasce più esposte a rischio non è solo dovere ma anche interesse delle Regioni. (LaPresse)

In particolare le discusse trombosi che però, non solo sono inconsuete ed incostanti, quanto sono soprattutto rare, anzi rarissime. In altre parole, potenzialmente ci sono più probabilità di morire per un occhio di bue che per il vaccino (ilmessaggero.it)

I furbetti dei vaccini, quelli che hanno davvero superato la fila con scuse e pretesti. La realtà è molto diversa: le vaccinazioni le sta gestendo lo Stato con il piano vaccinale realizzato dal precedente governo con il commissario Arcuri, che è stato poi attuato per il tramite delle Regioni. (Stretto web)

Limiti ad Astra Zeneca: già da ieri in Campania scatta lo stop alle somministrazioni del rimedio anglosvedese alla popolazione con meno di 60 anni e la Campania si ritrova in difficoltà a dover riprogrammare la macchina vaccinale con dosi già destinate a coprire la fetta di popolazione più giovane. (ilmattino.it)

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