Caro bollette: Coldiretti, "effetto valanga sulla dieta mediterranea". Prandini, "servono responsabilità e risorse per sostenere il settore"

Servizio Informazione Religiosa ECONOMIA

La stangata interessa – rileva l’associazione – il gasolio agricolo necessario per le operazioni colturali, aumentato di circa il 50%, e persino i concimi.

Ma l’impennata dei prezzi energetici “riguarda anche l’alimentazione del bestiame e il riscaldamento delle serre per ortaggi e fiori e non risparmia neppure i costi di produzione dell’intera filiera agroalimentare”

L’urea per esempio, che è fondamentale nella fase post-semina del grano, è passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%). (Servizio Informazione Religiosa)

Se ne è parlato anche su altri media

A lanciare l’allarme è la Coldiretti in merito agli effetti del caro bolletta sul settore agroalimentare che complessivamente assorbono oltre il 11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno. (La Sicilia)

Secondo all’analisi di Coldiretti sulla base dei dati Istat, tra dicembre 2020 e dicembre 2021 i prodotti alimentari che hanno risentito maggiormente dell’impennata dei prezzi sono le pere, con un aumento del 30%, quindi pasta e pesce, rispettivamente 10,8 e 9,8%. (Irpinia TV)

Tra le prime vittime dei rincari ci sono i produttori di grano che quest’anno devono spendere 400 euro in più all’ettaro, dalla semina fino alla mietitura, secondo l’analisi Coldiretti. La stangata interessa – rileva Coldiretti - il gasolio agricolo necessario per le operazioni colturali, aumentato di circa il 50%, e persino i concimi. (9 colonne)

E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti in merito agli effetti del caro bolletta sul settore agroalimentare. (Palermomania.it)

Situazione complicata anche sul fronte del pomodoro e della produzione di polpe, passate e sughi. In questo caso pesano, invece, i ritardi nella definizione di un accordo quadro per il 2022 fra produttori e industriali (ART News - Agenzia Stampa)

Una situazione amplificata – precisa la Coldiretti – dal massiccio ricorso all’importazione di pere dall’estero con il consistente rischio che vengano spacciate per pere italiane. (SiciliaRurale.eu)

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