Gas: Germania attiva 2° livello allerta - LaPresse

Gas: Germania attiva 2° livello allerta - LaPresse
LAPRESSE ESTERI

(LaPresse/AP) – La Germania ha attivato il secondo livello di allarme legato al piano d’emergenza sul gas, affermando che il Paese affronta una “crisi” e avvertendo che gli obiettivi di stoccaggio per l’inverno sono a rischio in relazione alle consegna dalla Russia.

Il governo ha affermato che la decisione di alzare il livello di “allarme” segue i tagli alle consegne russi e l’aumento dei prezzi del gas sul mercato. (LAPRESSE)

La notizia riportata su altri giornali

L'anno scorso, la produzione di energia elettrica utilizzando il gas naturale ha rappresentato circa il 15% dell'elettricitá pubblica totale in Germania, ha affermato Habeck, aggiungendo che la quota di gas nella produzione di energia è probabilmente diminuita quest'anno. (Italia Oggi)

Normalmente, quando Gazprom effettua la manutenzione del Nord Stream 1, devia la fornitura di gas verso i gasdotti ucraini e Yamal-Europe, ha dichiarato il responsabile della confederazione imprenditoriale tedesca BDI. (Scenarieconomici)

La seconda fase, di ‘allarme’, prevede una domanda accresciuta o problemi alle forniture, che restano comunque assicurate. (Adnkronos) – La Germania entra nella fase ‘allarme’ del piano d’emergenza sul gas. (CremonaOggi)

Dall'Olanda all'Italia l'Europa riaccende il vecchio carbone

Si spera che il razionamento del gas venga evitato ma non può essere escluso, ha affermato il ministro. Nell’ambito della fase due del suo piano, intanto, Berlino fornirà una linea di credito da 15 miliardi di euro per riempire gli stoccaggi di gas. (Qualenergia.it)

I vari scenari analizzati dall'Authority, ha ammesso, "non sono belli e significano o troppo poco gas alla fine dell'inverno o addirittura situazioni già molto difficili in autunno o durante l'inverno" Parole che piovono nel mezzo del vertice europeo dove si gioca la partita per la proposta italiana di imporre un tetto al prezzo all'ingrosso della materia prima. (la Repubblica)

E invece all’Europa tocca tornare a spalarlo e bruciarlo anche nell’era digitale e dei cambiamenti climatici. Lo ha ammesso a malincuore il ministro tedesco dell’Economia Robert Habeck, annunciando la volontà di Berlino di puntare sulle centrali che producono elettricità con il più inquinante dei combustibili fossili: «È una decisione amara, ma è essenziale per ridurre il consumo di gas» (la Repubblica)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr