Vaccini, produzione in Italia: l’idea di convertire i siti dove nasce l’antinfluenzale

Vaccini, produzione in Italia: l’idea di convertire i siti dove nasce l’antinfluenzale
Corriere della Sera INTERNO

In particolare sulla conversione degli stabilimenti per l’antinfluenzale: «La produzione parte tra un mese — spiega — fermarla ora significherebbe non avere le dosi necessarie in autunno.

Ma sul tavolo c’è soprattutto l’altra soluzione, e cioè lo spostamento in Italia di una parte del processo produttivo dei vaccini.

Sullo spezzettamento della produzione in più Paesi, Farmindustria ha cercato le aziende disponibili, raccogliendo alcune adesioni di massima. (Corriere della Sera)

Su altri media

«Sì, il contratto europeo funziona e impedisce alle case farmaceutiche di vendere direttamente per evitare ingiustizie e concorrenze inutili». Ha senso o si rischia di arrivare dopo le consegne delle dosi già ordinate? (La Stampa)

Per produrre i vaccini anti-Covid in Italia, “bisogna intanto sapere che cosa si vuole produrre Adesso stiamo facendo una ricognizione tra le aziende a noi associate per vedere chi ha le macchine adatte (i bioreattori) per partecipare eventualmente alla produzione”. (Il Fatto Quotidiano)

L’obiettivo è arrivare all’incontro di giovedì con una mappa delle aziende associate dotate delle macchine adatte «per partecipare eventualmente alla produzione». Loading. (Il Sole 24 ORE)

Covid, le aziende farmaceutiche dal ministro Giorgetti per produrre i vaccini in Italia

Il problema vero è la produzione del vaccino perché servono delle macchine particolari, i reattori biologici "In Italia – prosegue Scaccabarozzi – esistono diverse aziende in grado di fare l’infialamento. (Quotidiano.net)

dumping contrattuale, teniamo a precisare che la società SIRCE s.p.a., è estranea a detto fenomeno, avendo applicato alle proprie maestranze, come confermato dalla organizzazione sindacale di categoria, esclusivamente il contratto edile. (La7)

La produzione di un vaccino non è come realizzare altri farmaci: un vaccino è un prodotto vivo, non di sintesi, va trattato in maniera particolare - spiega il presidente di Farmindustria -. (Il Giornale di Vicenza)

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