Tolgono la censura ai film, ma la mettono nella vita

Tolgono la censura ai film, ma la mettono nella vita
Tempi.it CULTURA E SPETTACOLO

Cosa questo voglia dire all’atto pratico non è ancora chiarissimo, ma il succo è quello: non si vieta più, si “classifica”.

Un commissione per togliere la commissione. Come notano con diverse sfumature sia Libero sia Il Foglio, per togliere la commissione che si occupava di censurare i film – poiché siamo pur sempre in Italia -, se ne è creata un’altra.

Avete mai visto The Old Guard, giusto per citare la pellicola iper-correttissima stroncata dal nostro Correttore di bozze?

Così saremo liberi di vedere film in cui lui&lui pagano la donna indiana o ucraina per avere il marmocchio dei loro sogni, però non potremo protestare contro una pratica obbrobriosa

Siamo il paese dei comitati e delle task force, figuratevi se potevamo perdere l’occasione. (Tempi.it)

Ne parlano anche altri media

Non solo cinema. Il supercensore Bartolomei non si occupò solo di cinema e riviste – come Playboy, Playman e pubblicazioni “per soli uomini” – , ma anche di spettacoli dal vivo. (CatanzaroInforma)

A chiudere la lista delle pellicole famose Salò o le 110 giornate di Sodoma, del 1975, diretto da Pier Paolo Pasolini Da Ultimo tango a Parigi a Salò di Pier Paolo Pasolini. (AGI - Agenzia Italia)

Queste le sue dichiarazioni: “Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”. (Orgoglio Nerd)

Censura e cinema, arriva la riforma Addio alla commissione che bloccò «Ultimo tango»

La censura cinematografica in Italia nasce più di un secolo fa, più precisamente con il Regio Decreto n. In tv è stato trasmesso solo nel 2005, sulla pay tv. (BadTaste.it)

Per ottenere il visto subirono tagli pellicole come “Rocco e i suoi fratelli” (1960) di Visconti, “I dolci inganni” (1960) di Alberto Lattuada, “L’avventura” (1960) di Antonioni, “La giornata balorda” (1960) di Mauro Bolognini. (Il Fatto Quotidiano)

Ecco allora la creazione (prevista dall’articolo 3 del decreto 203 sulla tutela dei minori) di una Commissione di esperti preposta a giudicare i giudizi, quella che ha visto la nascita con la firma odierna, ultimo tassello di una riforma che ha impiegato quattro anni e mezzo a diventare operativa Con un problema, però: chi sorvegliava che i produttori dessero dei pareri condivisi e non allargassero troppo le maglie della loro moralità per catturare più pubblico? (Corriere della Sera)

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