Covid, l’Italia in zona arancione: ipotesi lockdown leggero

Covid, l’Italia in zona arancione: ipotesi lockdown leggero
Il Gazzettino INTERNO

La sudafricana (che mette in difficoltà il vaccino) per ora è circoscritta in provincia di Bolzano, la brasiliana in Umbria.

«La variante inglese sta correndo a una velocità superiore del 39 per cento rispetto alla versione originale di Sars-CoV-2» spiega l’ultima indagine del Ministero della Salute.

Da questa seconda ricerca, ramificata in tutte le regioni, è attesa una percentuale almeno doppia, anche perché tra un mese la variante inglese sarà prevalente. (Il Gazzettino)

Ne parlano anche altri giornali

Ma questa volta le ipotesi sul tavolo non riguardano più la sola Lombardia ma tutta Italia. Un nuovo incredibile provvedimento draconiano che porterebbe tutto il Paese in una zona arancione rafforzata (o arancione scuro , come è stata chiamata. (QuiComo)

A livello regionale in Lombardia sono stati rilevati 3.724 casi, in Emilia Romagna 1.821 e in Campania 1.616 Complessivamente sale ad almeno 2.780.882 il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (compresi guariti e morti) dall’inizio dell’epidemia. (QuiFinanza)

Questo il Bollettino di oggi, 20 Febbraio. Secondo gli ultimi dati comunicati dalle regioni ed elaborati dalla protezione civile, questa la situazione dei ricoverati. (AssoCareNews.it)

Tutta Italia in zona arancione scuro: i tre piani per un nuovo lockdown in vista del 25 febbraio

Senza aspettare di varare la stretta quando i buoi sono già scappati dalla stalla l’idea è quella di proclamare tutta Italia arancione dal lunedì al venerdì. Oggi pomeriggio conferenza straordinaria delle Regioni per proporre un piano condiviso al governo, dove l’ala rigorista i fine settimana li vuole invece tingere di rosso. (La Stampa)

Ma se al virus viene impedito in primo luogo di entrare in casa, l’intera famiglia sarà protetta. All’inizio della pandemia, una delle prime domande poste dagli scienziati è stata: “Qual è il rischio per i bambini?”. (Business Insider Italia)

Se il primo dei due approcci è ancora impraticabile – almeno, non in tutta Italia – il secondo non è da meno. Una strategia del genere – definita anche “zero Covid” – è stata adottata dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. (InsideOver)

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