Caltagirone lascia il cda di Generali: nessuna motivazione, ma il passo indietro non è una resa

Il Piccolo ECONOMIA

Nella tarda mattinata di venerdì Francesco Gaetano Caltagirone si è dimesso dal cda di Generali senza che «siano state rese note» le motivazioni, secondo l’espressione utilizzata in una nota ufficiale della compagnia.

La partecipazione rimane strategica.

E la compagnia annuncia un board per la sostituzione. TRIESTE Un passo indietro che in realtà potrebbe essere il preludio di un rilancio.

Il costruttore romano, che negli ultimi mesi non aveva mai perso occasione per esternare – direttamente o indirettamente – il proprio dissenso verso la gestione di Philippe Donnet, questa volta ha scelto di restare in silenzio

(Il Piccolo)

Ne parlano anche altre testate

La seconda è perché. a prima domanda che tutti si fanno è cosa succederà ora. (Il Piccolo)

Non è un disimpegno da Trieste, assicura chi gli sta vicino, e nemmeno una mossa che sposta l’obiettivo verso una avventurosa scalata a Piazzetta Cuccia assieme a Leonardo Del Vecchio, il fondatore di Luxottica con cui ha marciato nella durissima contesa sul Leone a colpi di acquisti di azioni ed esposti legali E Piazza Affari ha accolto male l’annuncio di Francesco Gaetano Caltagirone: il primo socio privato, l’imprenditore che ha sfidato Mediobanca e il board uscente nella più importante battaglia finanziaria degli ultimi anni, lascia il consiglio di amministrazione delle Generali. (La Stampa)

Sul tavolo, rispetto al programma dei lavori già stabilito (le prime riflessioni sulla possibile riformulazione del Comitato operazioni strategiche) si parlerà infatti anche della sostituzione del consigliere dimissionario e secondo socio di Generali (la Repubblica)

Dato il clima che si è creato con il nuovo corso presieduto da Andrea Sironi, e dopo che i tre esponenti della lista Caltagirone - oltre a lui, Marina Brogi e Flavio Cattaneo - hanno deciso di non partecipare ai comitati endoconsiliari, l’imprenditore ha preferito fare un passo indietro dal cda, per ritagliarsi un ruolo di azionista Nuovo colpo di scena a Trieste. (la Repubblica)

Il timore era quello che l'uscita dal consiglio anticipasse lo smobilizzo della posizione di Caltagirone. Sul mercato, dopo le dimissioni di Caltagirone, il titolo ha ceduto di schianto, fino al 2,5%. (ilGiornale.it)

Il regolamento apre all’ipotesi dell’ingresso in consiglio dell’ex manager. I legali della compagnia triestina al lavoro, riserva sciolta forse lunedì. Luciano Cirinà, ex manager di Generali, era il candidato ceo della lista Caltagirone Poco dopo la candidatura il Gruppo lo ha licenziato e lui ha promosso una causa di lavoro. (Il Piccolo)

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