Evergrande è "sull'orlo del default", ma non c'è rischio sistemico Da Investing.com

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Non è Lehman. Molti media hanno descritto il caso Evergrande come la nuova "Lehman cinese", ma tra i due casi ci sono sostanziali differenze

Ora, l'obiettivo per la società è cercare di ripagare questo giovedì $ 83,5 milioni d'interessi relativi al prestito obbligazionario con scadenza al marzo 2022.

La società resta schiacciata da circa 305 miliardi di dollari di passività, che equivalgono al 2% del Pil della Cina (Investing.com)

La notizia riportata su altre testate

Sono aumentati anche gli investimenti nel settore non solo da parte degli investitori istituzionali, anche dai cittadini, dai lavoratori e risparmiatori cinesi. Il fallimento di questo colosso non riguarderebbe solo la Cina poiché ad essersi affidati ad Evergrande ci sono anche investitori stranieri istituzionali e non (Investing.com)

I trader professionisti rimangono da neutrali a rialzisti. Per constatare l'inclinazione dei trader professionisti andrebbe analizzato il premium dei futures (o tasso base). (Cointelegraph Italia)

Rimane a rischio fallimento il colosso immobiliare cinese Evergrande, ma il titolo, dopo il -10% di ieri, oggi limita le perdite attorno al 2% con il presidente che cerca di rassicurare mercati e clienti: “Usciremo presto dai giorni più bui”. (Rai News)

Mercati oggi ancora in rosso: la svendita delle azioni asiatica appare più moderata, con i trader pressati dai rischi della repressione cinese sul settore immobiliare e dall’attesa per le decisioni della Federal Reserve. (Money.it)

Il potenziale della crisi Evergrande è quindi significativo per tutta l’economia globale Dal tonfo immobiliare in Cina alla crisi economica mondiale. La grave situazione di Evergrande colpisce uno dei settori chiave dell’economia cinese, sotto osservazione a livello mondiale per il rischio di una bolla: il comparto immobiliare. (Money.it)

In calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta allo 0,70% dallo 0,72% del riferimento precedente Tonica la Borsa di Milano con il FTSE MIB spinto subito al rialzo da utility e petroliferi (in scia alla risalita del greggio oltre i 71 dollari al barile). (Il Sole 24 ORE)

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