Covid, un’impresa su tre a rischio sopravvivenza

Covid, un’impresa su tre a rischio sopravvivenza
La Gazzetta di Mantova INTERNO

Ecco perché il 45% delle imprese, se esposto a una crisi esogena, “subirebbe conseguenze tali da metterne a repentaglio l'operatività”.

Un’impresa su tre a rischio sopravvivenza, quasi una su due “strutturalmente” in crisi.

L'insolvenza di molte imprese, che costituisce il principale rischio nei mesi a venire per il sistema produttivo italiano, aumenta l'esposizione del sistema bancario a possibili trasmissioni dello choc dal segmento non finanziario, implicando possibili tensioni sia sui bilanci delle banche, sia sui rapporti banca-impresa”

In generale, sulla base delle indicazioni fornite dalle imprese per il 2021, le modifiche ai canali di finanziamento indotte dalla pandemia appaiono transitorie e legate per lo più alle conseguenze economiche dell'emergenza sanitaria. (La Gazzetta di Mantova)

Su altre testate

Roma, 10 apr. (LaPresse) – “Continuo a rivendicare il fatto che l’Ue ha dato a questa crisi una risposta forte e tempestiva”. (LaPresse)

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(ITALPRESS) – I viaggi dei residenti in Italia nel 2020 toccano il loro minimo storico: sono 37 milioni e 527 mila (231 milioni e 197 mila pernottamenti), con una drastica flessione rispetto al 2019 che riguarda le vacanze (-44,8%) e ancora di più i viaggi di lavoro (-67,9%). (ciociariaoggi.it)

Istat, una impresa su tre dubita di sopravvivere alla pandemia. I rischi si concentrano al Sud

L’effetto del Covid sulle Piccole e Medie Imprese secondo gli ultimi rilievi dell’Istat. In base alle ultime elaborazioni, il 45% delle imprese che possiedono almeno 3 addetti sono a rischio strutturale. (Notizieora.it)

Stando alle rilevazione dell’Istituto nazionale di statistica, nel febbraio 2021 ci sono 945mila occupati in meno rispetto al febbraio dello scorso anno All’opposto, solo l’11,0 per cento delle imprese risulta solido e sarebbe interessato in misura marginale dalla crisi. (Tuscia Web)

Gli alimentari e il farmaceutico sono stati gli unici settori a registrare incrementi di valore aggiunto (+2 e +3,5% rispettivamente). Il cambiamento nelle abitudini dettato dalla pandemia ha portato inoltre a un maggiore utilizzo dei canali digitali" (la Repubblica)

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