Draghi: sul Green pass non si arretra, ma cresce l’idea dei tamponi «scontati»

Avvenire INTERNO

Nessuno slittamento, oggi andrà regolamente in vigore, senza eccezioni, ma si punta ad attenuare l’impatto nei primi giorni, premiando i "ravvedimenti operosi" di chi ha fatto la prima dose all’ultimo momento.

Ha offerto disponibilità a valutare altre strade, per allentare la tensione, ma senza dare segni di arretramento.

Membra essere questa la linea adottata dal governo, senza cedere alle pressioni dei partiti, nella prospettiva di aumentare il più possibile la platea dei vaccinati, senza istituzionalizzare strade alternative. (Avvenire)

Se ne è parlato anche su altri giornali

Sul credito d’imposta si deciderà dopo aver visto i primi dati per capire l’effettivo impatto dei primi giorni di green pass obbligatorio. Quanti tamponi potrebbero servire con obbligo green pass. Il governo sta provando a fare qualche calcolo sul numero di tamponi da effettuare (Money.it)

A guardare le spese del governo, gli acquisti militari dicono che si investe sempre di più in armamenti militari. "Questo governo sta portando avanti un'agenda molto chiara, avviata da governi precedenti", sono parole di preoccupazione quelle che raccogliamo da Francesco Vignarca di Rete italiana di Pace e Disarmo. (Fanpage.it)

Nel caso in cui, un dipendente dovesse accedere senza il possesso del Green Pass, il datore di lavoro deve avvisare la Prefettura per la comminazione della sanzione Green Pass, il premier Mario Draghi non cede il passo: no ai tamponi gratis. (Yeslife)

Draghi opta per la linea dura e non cede davanti a no Green Pass e no Vax: niente sconti sui tamponi e niente rinvii. Nonostante le proteste, gli scioperi e le manifestazioni, Draghi ha deciso di non fare passi indietro sul Green Pass a lavoro, diventato effettivamente obbligatorio dalla giornata del 15 ottobre. (News Mondo)

Il problema dei problemi, sul quale rischia di spaccarsi politicamente l’osso del collo è il vaccino. Piero Sansonetti Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore (Il Riformista)

Quella che non si è abbandonata a concessioni, perché - questa la riflessione a Palazzo Chigi - il fatto che l'85% degli italiani sia vaccinato non è un dato trascurabile. Tanto che Draghi si infastidisce non poco per le due ore di ritardo del Conisglio dei ministri. (ilGiornale.it)

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