Fine della censura al cinema. Ma c'è un'altra commissione

Fine della censura al cinema. Ma c'è un'altra commissione
ilGiornale.it CULTURA E SPETTACOLO

D'altro canto la notizia è importante perché attesa dal 2016 quando la sua importante Legge Cinema annunciava proprio queste misure.

Ma la novità è che ora un dodicenne accompagnato da un genitore potrà vedere un film vietato ai 14 e un sedicenne uno vietato ai 18.

Il film riceve il nulla osta con un divieto ai minori di 18 anni.

Ma, rispetto al passato, avranno un'arma in meno: non è più possibile negare il nulla osta per la proiezione in pubblico di un film. (ilGiornale.it)

Se ne è parlato anche su altri giornali

Questo l’annuncio del ministro della Cultura, Dario Franceschini, che ha firmato il decreto che istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori. (Today.it)

Per ottenere il visto subirono tagli pellicole come “Rocco e i suoi fratelli” (1960) di Visconti, “I dolci inganni” (1960) di Alberto Lattuada, “L’avventura” (1960) di Antonioni, “La giornata balorda” (1960) di Mauro Bolognini. (Il Fatto Quotidiano)

Troppo spesso usata come arma politica, per vendetta o per ritorsione, parente stretta dei regimi totalitari, forma di controllo e di normalizzazione che investì e ha continuato a investire, in forme diverse ma non meno invasive, editoria, cinema, televisione. (La Stampa)

Tolgono la censura ai film, ma la mettono nella vita

Negli stessi anni venne sequestrato anche Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini, arrivato in tv solo nel 2005. La sua «perversità e il sadismo gratuiti» rappresentano il primo (e unico) caso di censura eclatante del nuovo secolo (Best Movie)

Ecco allora la creazione (prevista dall’articolo 3 del decreto 203 sulla tutela dei minori) di una Commissione di esperti preposta a giudicare i giudizi, quella che ha visto la nascita con la firma odierna, ultimo tassello di una riforma che ha impiegato quattro anni e mezzo a diventare operativa O fermarne per più di un anno l’usciuta come avvenne per «Totò e Carolina» di Monicelli. (Corriere della Sera)

Siamo il paese dei comitati e delle task force, figuratevi se potevamo perdere l’occasione. Così saremo liberi di vedere film in cui lui&lui pagano la donna indiana o ucraina per avere il marmocchio dei loro sogni, però non potremo protestare contro una pratica obbrobriosa (Tempi.it)

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