Un anno con questa "maledetta bestia dura" Racconto a due voci (di L. Matarese)

Un anno con questa maledetta bestia dura Racconto a due voci (di L. Matarese)
L'HuffPost INTERNO

Dei giorni in cui l’Italia si scoprì sotto attacco, oggi ricorda “la percezione chiara di muoversi in uno scenario indefinito”.

getty Vo Euganeo. Vo’, però, resta un simbolo della strategia veneta per contrastare l’emergenza.

Ma proprio nella notte tra il 20 e il 21 febbraio il Paese si scopriva vulnerabile, precipitato nelle grinfie di quella che Martini chiamerà più volte “la maledetta bestia dura”. (L'HuffPost)

La notizia riportata su altri giornali

Ma dietro fiumi di retorica, noto che in pochi ricordano come andarono veramente le cose. (Nicola Porro)

(Adnkronos). E’ stato un 2020 di sofferenza e dolore a Codogno, che nell’anno della pandemia ha registrato un numero di decessi superiore allo stesso periodo del 2019. I residenti al 31 dicembre 2020 sono 15.780 contro i 16.018 del 2019. (Adnkronos)

Il ricordo nella chiesa di San Biagio. Codogno ricorda le vittime di Covid 19 a un anno dalla scoperta del primo caso di coronavirus. Si è svolta una funzione presso la chiesa di San Biagio, durante la quale il parroco ha recitato le preghiere per le vittime. (LaPresse)

Codogno un anno dopo, partorire in zona rossa: "Il terrore negli occhi delle neo mamme"

L'Esecutivo sembra piuttosto convinto a confermare, almeno fino a quella data, lo stop agli spostamenti tra regioni, provvedimento che scadrà giovedì 25 Il giorno dopo, il 21 febbraio, si registrava il primo morto. (San Marino Rtv)

Adesso, la provincia di Lodi è una di quelle con la minor incidenza di contagi per abitanti, in tutta la Lombardia. Arrivata in ufficio, il mio telefono comincia a surriscaldarsi: tutti sapevano che ero di Codogno e io non sapevo cosa fare. (Adnkronos)

Anastasia Giuliani, 42 anni , ostetrica a Lodi, ha vissuto la pandemia da una prospettiva particolare, quella delle "gravide" durante l'emergenza Covid19. Dopo questa esperienza, "ho chiesto che anche le ostetriche potessero fare i corsi in ospedale per l'utilizzo dei caschi e dell'ossigeno". (Adnkronos)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr