Salvini prova a riprendere la regia del Quirinale, stoppa Casini e Draghi (di F. Fantozzi)

L'HuffPost INTERNO

Matteo Salvini stoppa Pierfedinando Casini, il candidato che sta piantando solide radici per il Quirinale nella sua coalizione: “Non farò il suo nome, non è una proposta di centrodestra” poiché eletto al Senato con i voti del Pd.

In serata il leader leghista annuncia nelle prossime ore “una rosa di uomini e donne di altissimo profilo”, da due a quattro

(L'HuffPost)

Ne parlano anche altre testate

Il primo, sul quale sembra scommettere il segretario, è quello di Pier Ferdinando Casini. Negli ambienti Pd sono convinti che i nomi davvero in corsa per il Quirinale siano tre. (Open)

Il no a Pier Ferdinando Casini da parte di Matteo Salvini interroga i dem e viene letto da alcuni come un passo verso Draghi. Saranno le prossime giornate a dire se quei 'passaggi politici' scioglieranno positivamente o meno il nodo su Draghi. (LiberoQuotidiano.it)

Poi Letta parla del fronte comune con i 5 Stelle e Leu: "Con i 5 stelle e Leu insieme possiamo essere incisivi Quindi si rivolge ai grandi elettori Pd: "Dobbiamo fidarci tra di noi, parlarci con sincerità, abbiamo un compito e una responsabilità enormi. (LiberoQuotidiano.it)

L’altro Matteo, viva la sincerità, spiega che prima di martedì sera non si concluderà niente ed “è tutta tattica”. E, al momento, pur avendo un consenso trasversale ha anche un trasversale dissenso, a partire da Meloni e pezzi di centrodestra. (L'HuffPost)

Il nome del premier Mario Draghi rimane sullo sfondo. Enrico Letta, segretario del Pd, a Che Tempo che fa si esprime così alla vigilia della giornata che segna l'inizio delle votazioni per l'elezione del presidente della Repubblica. (Adnkronos)

Nella storia repubblicana i governi "fotocopia", cioè identici al precedente, non hanno mai avuto fortuna. Nel caso in cui Draghi fosse eletto al Quirinale, l'ipotesi del governo "fotocopia" servirebbe a soddisfare, almeno sulla carta, un paio di esigenze (La Repubblica)

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