Truffa sui sostegni (anche in Trentino), fermati il “re dei bonus” e il suo commercialista

l'Adige INTERNO

Gli uomini della Guardia di Finanza di Rimini, coordinati dalla Procura Repubblica della città romagnola hanno arrestato - nell'ambito dell'operazione "Free Credit” legata alle frodi sui bonus fiscali contenuti nel Decreto Rilancio - due delle persone ai vertici dell'organizzazione smantellata nei mesi scorsi e latitanti in Colombia e Repubblica Dominicana.

Rimasti in quei Paesi, sono stati ora arrestati. (l'Adige)

Su altre fonti

Il sistema di frode. (BarlettaViva)

Si tratta di uno dei capi dell’associazione per delinquere e di un commercialista. Al momento del fermo il “Re dei Bonus”, originario della Puglia, che aveva lasciato poco prima che scattassero le ordinanze cautelari, è stato trovato in possesso di numerosi telefoni cellulari, varie schede telefoniche di diversa nazionalità e oltre dieci carte di credito e denaro contante tra euro, dollari, pesos colombiani e dominicani per circa 6 mila euro. (L'Unione Sarda.it)

Alla fine però i due esponenti del ramo ‘pugliese’ dell’organizzazione, Andrea Leonetti e il commercialista Roberto Amoruso, sono stati arrestati nei due Paesi dove erano volati per una vacanza, Santo Domingo e Colombia (il Resto del Carlino)

Mancavano all'appello due figure di ramo pugliese, latitanti: il commercialista di Bisceglie e l'imprenditore di Barletta, conosciuto anche come "il re dei bonus". I due, durante i giorni della maxi operazione erano in vacanza nella Repubblica Dominicana e in Colombia (BarlettaLive)

Solo due indagati erano riusciti a sfuggire: Andrea Leonetti che, allo stato delle indagini, è ritenuto il capo del ramo pugliese dell’organizzazione e ribattezzato dagli inquirenti i ‘Re dei bonus’ e un commercialista, Roberto Amoruso, considerato la mente tecnica della vicenda. (Corriere della Calabria)

no è stato arrestato a Medellin, in Colombia, e l'altro a Santo Domingo, nella Repubblica dominicana. Allora le Fiamme gialle avevano applicato 35 misure cautelari e oltre 80 perquisizioni in Emilia-Romagna e, in contemporanea in altre dieci regioni. (La Repubblica)

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