Riforma Irpef, al via i lavori in Commissione Finanze alla Camera | WSI

Riforma Irpef, al via i lavori in Commissione Finanze alla Camera | WSI
Wall Street Italia INTERNO

Per il M5s la priorità sta nel semplificare deduzioni e detrazioni, mentre, “sotto gli occhi di tutti il maxiscaglione tra la seconda e la terza aliquota che per i redditi tra 28.000 e 55.000 sale di 11 punti, dal 27% al 38%”

Le proposte di legge delega per la riforma del fisco, elaborate dai vari gruppi parlamentari, sono state depositate in Commissione Finanze alla Camera.

La legge delega dovrebbe essere presentata entro luglio. (Wall Street Italia)

La notizia riportata su altre testate

In termini fiscali significa rivedere il terzo scaglione dell'Irpef, quello fra i 28 e i 55mila euro, sul quale l'aliquota fa un balzo di ben 11 punti percentuali, dal 27% al 38%. È quanto emerge dai documenti depositati in commissione Finanze di Camera e Senato da tutti i gruppi, in vista di una proposta parlamentare che dovrà essere prodotta entro il 30 giugno. (Sky Tg24 )

Leu e Pd non escludono una maggiore progressività dell’Irpef adottando una aliquota continua ‘alla tedesca’. Il Movimento 5 Stelle propone di semplificare “la giungla” delle tax expenditures, proponendo rimborsi immediati delle detrazioni direttamente sul conto corrente, legandoli al cashback. (Corriere Quotidiano)

Riforma Irpef: le proposte dei partiti per tagliare tasse ceto medio. Cresce l’attesa per la Riforma del Fisco, decisiva per il rilancio dell’economia dopo la pandemia. In arrivo a fine luglio il disegno di legge delega per la Riforma del Fisco. (The Italian Times)

Il Fisco e le prove di riforma: non solo Irpef, la questione delle aliquote e della base imponibile

Lega e Fi: tre aliquote sono un compromesso, soluzione ottimale tassa piatta. Lega e Forza Italia mettono in evidenza che le tre aliquote sono un “compromesso” rispetto al loro vero obiettivo che resta sempre quello di una tassa piatta su tutti i redditi Completano il sistema due aliquote fisse: 42% per redditi compresi tra i 54.950 euro e i 260.532; 45% per tutti i redditi che superano i 260.532 euro. (Il Sole 24 ORE)

unimpresa.it. I risultati, secondo lo studio, sono in progressivo peggioramento: gli “esattori” erano più efficaci all’inizio del millennio rispetto agli anni più recenti: dal 2000 al 2004, la percentuale di somme riscosse è rimasta sempre stabile sopra quota 20% (record nel 2000 col 28%), mentre l’anno peggiore è stato il 2019 col 4,3% recuperato rispetto al carico complessivo. (Sky Tg24 )

Ha senso perseverare con una progressività aggressiva solo su alcune basi imponibili, quando altre basi la riescono sostanzialmente ad evitare? Ma se a sopportare una scala molto progressiva sono solo alcune basi, forse si dovrebbe ripensare il sistema, anche se potrebbe voler dire un diverso peso della progressività (Corriere della Sera)

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