Corea del Nord contro i jeans: si rischia la pena di morte

Corea del Nord contro i jeans: si rischia la pena di morte
ZON.it ESTERI

Kim ha intenzione di porre un freno alla diffusione dello slang, dei tagli di capelli, degli abiti di moda e soprattutto delle informazioni in arrivo dall’estero

Kim Jong-un contro i jeans e ogni sorta di influenza esterna: in Corea del Nord si rischia pena di morte.

In una missiva recentemente rivolta da Kim alla Lega della gioventù si chiede di reprimere “comportamenti di cattivo gusto, individualisti, anti-socialisti” tra i giovani. (ZON.it)

La notizia riportata su altri giornali

E ora, racconta la Bbc, chiunque viene sorpreso con grandi quantità di materiale multimediale originario della Corea del Sud, degli Usa o del Giappone rischia fino alla pena di morte. Chi viene colto in flagranza, con gli occhi incollati davanti a materiali stranieri, rischia 15 anni nei campi di internamento. (Metro)

In particolare questo provvedimento prevede delle sanzioni esemplari per chiunque venga colto in flagrante a guardare. La Bbc sottolinea che il dittatore nordcoreano vuole limitare quanto più possibile la diffusione di lingue straniere e pettinature e vestiti all’occidentale che ha descritto come “veleni pericolosi” (News24web)

E ora, racconta la Bbc, chiunque viene sorpreso con grandi quantità di materiale multimediale originario della Corea del Sud, degli Usa o del Giappone rischia fino alla pena di morte. Kim vuole fermare la diffusione dello slang, i tagli di capelli e gli abiti di moda all’estero, considerati “veleni pericolosi” (Il Faro online)

Corea Nord: Kim Jong-un riappare in pubblico dopo 29 giorni

Pena di morte per chi indossa i jeans? E ora, racconta la Bbc, chiunque viene sorpreso con grandi quantità di materiale multimediale originario della Corea del Sud, degli Usa o del Giappone rischia fino alla pena di morte. (LiberoReporter)

Intanto, Sky Tg 24 riporta un’altra notizia relativa alla Corea: l’organismo di vigilanza atomica delle Nazioni Unite ha rilevato “indicazioni di possibili lavori di ritrattamento per separare il plutonio dal combustibile esaurito del reattore che potrebbe essere utilizzato nelle armi nucleari” e “l’Agenzia internazionale per l’energia atomica non ha avuto accesso da quando Pyongyang ha espulso i suoi ispettori nel 2009”. (Il Sussidiario.net)

– PECHINO, 07 GIU – Kim Jong-un è riapparso in pubblico dopo 29 giorni alla riunione del politburo tenuta la scorsa settimana, sollecitando una riunione “urgente” del plenum, la terza del 2021, allo scopo di affrontare “i problemi urgenti” che il Paese deve affrontare nell’era della pandemia. (la voce d'italia)

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