Puccini e Dante quel legame profondo e intenso

Puccini e Dante quel legame profondo e intenso
LA NAZIONE CULTURA E SPETTACOLO

Era il 19 febbraio 1900 e Giacomo Puccini si recava al teatro Regio del capoluogo piemontese per una rappresentazione di “Tosca”.

Puccini amava Dante e conosceva profondamente la Commedia, portava con sé una copia tascabile del capolavoro.

Puccini si immedesimava in Paolo e Francesca che “la ragion sommetono al talento”, ha pietà come Dante dei due innamorati e scrive “Storiella d’amore”

Aveva con sé una Divina Commedia tascabile che leggeva in viaggio, anche quel giorno fatale in cui sul treno Milano Torino incontrò Corinna, la giovanissima donna torinese fonte di tanti guai. (LA NAZIONE)

La notizia riportata su altri media

(LaPresse) – Per quanto riguarda le infrastrutture, il governo vuole intervenire nelle ferrovie, e in particolare nell’alta velocità verso il Sud per merci e passeggeri; e nell’alta velocità che collega il Nord all’Europa. (LaPresse)

Vidi così riunirsi la bella scuola di Omero, quel signore dell’altissimo canto di guerra, che vola sopra gli altri come un’aquila, che Virgilio onora nell’Eneide. E come le gru volano intonando i loro lamenti e facendo nel cielo una lunga scia, così vidi venire urlando ombre portate da quella bufera (Avanti!)

"Anziché seguire ordinatamente la sequenza della Divina Commedia dal primo canto dell’Inferno all’ultimo del Paradiso, questa volta ho privilegiato i luoghi di culto. Rispetto a quella del 2017, la seconda edizione fresca di stampa del volume ‘I mosaici ravennati nella Divina Commedia. (il Resto del Carlino)

Dante, le Arpie e il suicida Pier delle Vigne - Tredicesima puntata

La curiosità lo spinge a domandare a Virgilio chi sono quei dannati e perché sono così desiderosi di oltrepassare il fiume. Il poeta latino gli risponde dicendogli che le cose gli saranno note non appena avranno raggiunto la dolorosa sponda dell’Acheronte. (Libreriamo)

Sono i protagonisti del ciclo ‘Umana commedia’, organizzato dalla Fondazione Molise Cultura e nato da un’idea di Antonella Presutti e Valentino Campo. (Primonumero)

L’iniziativa multimediale del Corriere, con Aldo Cazzullo: 20 video per un viaggio nell’Aldilà. «Io son colui che tenni ambo le chiavi del cor de Federigo e che le volsi serrando e disserrando», dice a Dante. (Corriere della Sera)

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