Allarme centrale nucleare in Cina, francesi confermano anomalia

Corriere Quotidiano ECONOMIA

Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon. (Corriere Quotidiano)

Se ne è parlato anche su altri giornali

CGN controlla il 51% di Taishan ed EDF il 30%, mentre la parte residua fa capo a Guangdong Yuedian Group Short 🧵: Data from the Chinese National Nuclear Safety Administration does seem to indicate a *slightly* elevated level of gamma radiation around the Taishan Nuclear Power Plant. (ilmattino.it)

Framatome ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Dipartimento statunitense per l’Energia, parlando di una “possibile fuga” nella centrale e di una “imminente minaccia radioattiva“. Condividi. . . . (TeleAmbiente TV)

Centrale nucleare Cina: minaccia radioattiva imminente. La centrale nucleare in questione si trova a 130 km da Canton e circa 200 da HongKong. Il pallino, ora, passa nelle mani del governo cinese, il quale nei prossimi giorni dovrà decidere sul futuro della centrale nucleare (Informa-press)

L'operatore cinese del reattore EPR di Taishan ha "effettuato scarichi atmosferici" di gas rari "in conformità con i limiti normativi definiti dall'autorità di sicurezza cinese", ha dichiarato Edf. Edf è uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell'impianto cinese (La Nuova Sardegna)

«Abbiamo fatto funzionare con rigore i reattori e in conformità con i documenti di licenza commerciale e le procedure tecniche», sottolineano in una nota. «La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario - ha precisato Edf - è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori». (Corriere del Ticino)

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