Mediobanca – Caltagirone sale al 3,003% del capitale

Il Cittadino on line ECONOMIA

Fonte MarketInsight

Francesco Gaetano Caltagirone ha portato la sua quota in azioni nel capitale di Mediobanca al 3,003% del capitale; partecipazione leggermente superiore al 2,88% dichiarata martedì.

Le opzioni put con scadenza 16 luglio per lo 0,113% non sono state esercitate, per cui la crescita della quota è avvenuta grazie ad alcuni acquisti sul mercato.

Lo si apprende dalle ultime rilevazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti, secondo cui l’operazione risale allo scorso 20 luglio. (Il Cittadino on line)

La notizia riportata su altre testate

Nelle scorse settimane intanto anche Leonardo Del Vecchio, altro socio forte del Leone, aveva incrementato la propria quota in Mediobanca portandola al 19%, a un soffio dal 19,99% autorizzato dalla Bce. (Startmag Web magazine)

Mediobanca sul titolo Generali, in calo dello 0,27% a 16,745 euro al momento in borsa, ha un rating neutral e un target price a 18,50 euro Un utile operativo a 1,258 miliardi da 1,302 miliardi del primo semestre 2020 (1,268 miliardi la stima di Mediobanca). (Notizie - MSN Italia)

Dopo il blitz che ha portato Francesco Gaetano Caltagirone a salire al 3% del capitale di Mediobanca, con la possibilità di salire al 5% dopo l’estate in caso di esercizio di opzioni put, continuano a rincorrersi i rumor sulle potenziali ripercussioni che potrebbero esserci sulla governance di Generali, di cui lo stesso Caltagirone è lo stesso azionista con il 5,60% del capitale, dietro proprio a Mediobanca (12,93% del capitale). (Il Cittadino on line)

Col titolo in rialzo del 2% a 9,47 euro la capitalizzazione della banca, primo azionista delle Generali, si attesta a 8,64 miliardi di euro. "Le mosse di Caltagirone e del Vecchio sostengono il titolo, che tratta su valutazioni attraenti e con fondamentali solidi", osservano gli analisti di Equita. (Antimafia Duemila)

Secondo un report di ieri di Ubs, Piazzetta Cuccia sta valutando di rilevare la rete dei promotori da Deutsche Bank Italia, l’ex Finanza e Futuro. Una cifra rotonda, frutto della strategia portata avanti in questi anni dal ceo Alberto Nagel al timone di Piazzetta Cuccia dal 2008. (Corriere della Sera)

"Questa mossa, se si dovesse concretizzare - commentano gli analisti di Equita - sarebbe un chiaro segnale di sfiducia da parte dei grandi soci privati di Generali, che contesterebbero al Ceo una crescita dimensionale della compagnia (anche attraverso acquisizioni) troppo lenta" (Finanza.com)

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