BELLA CIAO INNO NAZIONALE?/ Se la sinistra fa come il fascismo con la Grande guerra

BELLA CIAO INNO NAZIONALE?/ Se la sinistra fa come il fascismo con la Grande guerra
Il Sussidiario.net INTERNO

Bella ciao” fu, per così dire, “portata al successo” dal Partito comunista nel primo dopoguerra e non c’è nulla di male in tutto ciò.

Sì, perché “Bella ciao”, lo si è detto sino alla nausea, non venne cantata durante la Resistenza: pochissimi la conoscevano.

Ne è prova il fatto che, ogni volta che si sente cantare “Bella ciao”, la Destra si inalbera e imbizzarrisce come i cavalli di frau Blucher in Frankenstein junior

Fantastica proposta di legge della sinistra: “Bella ciao” secondo inno nazionale dopo l’inno di Mameli. (Il Sussidiario.net)

Su altre fonti

“Fosse per me Bella Ciao sostituirebbe addirittura l’Inno di Mameli, intanto perché più bella; inoltre perché è veramente una canzone della Repubblica italiana nata dalla resistenza anti fascista; infine perché è un inno alla libertà, adottato in tutto il mondo e cantato in più lingue”. (Cremonaoggi)

I fatti sono questi: un nutrito gruppo di parlamentari del Pd, insieme ad altri deputati di Italia Viva e ad Alberto Manca dei Cinque stelle e Nicola Stumpo di Leu, hanno depositato una proposta di legge alla Camera per rendere Bella Ciao 'inno istituzionale' del 25 aprile. (Today.it)

In questi decenni la sinistra si è appropriata di “Bella ciao”, connotandolo come canto dei partigiani comunisti. Non c’è chi non la conosca, “Bella ciao”, impossibile non averla in orecchio. (Il Messaggero Veneto)

Il delirio di Vauro: "Ecco con cosa va sostituito l'Inno nazionale"

Un canto dal significato storico che è stato condiviso nel tempo, ma che non compare nei documenti ufficiali. La storia di "Bella Ciao". Questo canto popolare è da sempre considerato simbolo della Resistenza e della festa della Liberazione del 25 aprile. (Sky Tg24 )

È il titolo della proposta di legge che porta le firme di deputati principalmente del Pd ma anche di Italia Viva, Leu e M5s: tra gli altri Piero Fassino, Laura Boldrini, Emanuele Fiano, Michele Anzaldi, Desirà Manca e Nicola Stumpo. (La Gazzetta di Reggio)

È la sinistra che, per provare ad esistere, non sa più cosa inventarsi Perché se non si è dichiaratamente anti - osserva - si cavalca il fascismo. (ilGiornale.it)

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