Draghi spinge la nuova Libia. Ma ignora il dramma profughi

Draghi spinge la nuova Libia. Ma ignora il dramma profughi
Avvenire INTERNO

A fronte dei rari «corridoi umanitari», molti osservatori invocano un deciso cambio di rotta, specie nella gestione dei centri di detenzione

I due primi ministri, Mario Draghi e Abdul Hamid Dbeibah, passano in rassegna il drappello d’onore.

Se migranti e rifugiati vengono riportati in Libia - ricorda Medici senza frontiere - si tratta di una condanna alla violenza e alla brutalità nei centri di detenzione. (Avvenire)

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Primo viaggio del premier Draghi in Libia. È durato poche ore il primo viaggio all’estero di Mario Draghi da presidente del consiglio. Il grafico è dall'inizio dell'epidemia ad oggi giorno per giorno.#COVID #COVID19italia #COVID19 pic. (Radio Popolare)

“Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un’antica amicizia”, ha ribattuto Draghi. “La visita di Draghi in Libia è il gesto della svolta”, ha dichiarato Matteo Renzi. (LA NOTIZIA)

In concreto: l’Italia può o dovrebbe avere una presenza militare più significativa? DRAGHI IN LIBIA, VIDEO CONFERENZA STAMPA/ I temi: “il cessate fuoco resta essenziale”. Draghi ha scelto la Libia come prima visita ufficiale all’estero. (Il Sussidiario.net)

Sinistra anti premier: linciaggio sui migranti

Proprio per questo all’Italia di Mario Draghi è stato richiesto di riprendere il suo tradizionale ruolo in una ex-colonia di cui gli americani faticano da sempre a comprendere dinamiche e complessità. Filippo Attili Incontro tra il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il Primo Ministro Abdelhamid Dabaiba. (Sputnik Italia)

7 Aprile 2021. (Lettura 4 minuti). . . . È la prima visita di Stato che Mario Draghi effettua da quando è stato nominato primo ministro: basterebbe già solo questo elemento a sottolineare l’importanza cruciale che il premier italiano ascrive al dossier libico. (Il Messaggero)

Grave che Draghi abbia ignorato le violenze e le torture, subite dai migranti nei campi di detenzione, denunciate dall'Onu» Che la sinistra avesse una posizione pro accoglienza era ormai chiaro a tutti, ma che arrivasse addirittura a strigliare il premier in pochi se lo aspettavano. (ilGiornale.it)

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