Libia, la Francia scarica ufficialmente Haftar: Mai sostenuto

Difesa e Sicurezza Difesa e Sicurezza (Esteri)

La Francia scarica ufficialmente Haftar.

La Francia, infatti, è stato solo il primo paese a disconoscere qualsiasi vicinanza verso di lui.

Il futuro del Generale è sempre più in bilico. La posizione di Haftar, a seguito delle affermazioni di Macron si aggrava ulteriormente.

Ne parlano anche altre testate

Le tribù libiche hanno trasferito il controllo sui siti petroliferi e i porti di raffinazione al parlamento di Tobruk e all'Esercito Nazionale Libico (LNA) guidato dal maresciallo Khalifa Haftar. Lo scopo di tali pattuglie è quello di garantire la sicurezza dei siti petroliferi dagli attacchi dei gruppi armati. (Sputnik Italia)

Certo è che c’è un gran fermento in questo periodo intorno ai pozzi petroliferi che sorgono nelle zone circostanti e che sono oggetto degli opposti appetiti. “Abbiamo invitato la comunità internazionale – sono le parole di al Haleeq – ad aprire un nuovo conto bancario, che raccoglierà tutti i profitti dalla vendita del petrolio libico. (Startmag Web magazine)

"Haftar farà presto un annuncio ufficiale che soddisferà le richieste delle tribù libiche orientali per la ripresa della produzione di petrolio". Citando funzionari libici, americani ed europei, il giornale sostiene che i contractor militari privati della Russia hanno aiutato le milizie fedeli ad Haftar a prendere il controllo del principale giacimento petrolifero della Libia la settimana scorsa. (AGI - Agenzia Italia)

E’ il primo passo concreto verso la tregua tra il GNA e Bengasi. Questo, però, aveva risposto che chi ne aveva preso il controllo erano rappresentanti tribali, su cui lui non aveva potere. (Difesa e Sicurezza)

Qanunu ha ribadito che è inaccettabile parlare di un cessate il fuoco in un momento in cui mercenari stranieri occupano Sirte e al-Jufra e controllano i giacimenti petroliferi libici. (Analisi Difesa)

Senza le royalties petrolifere i due contendenti dipendono in toto dalla generosità degli alleati, il Qatar per Al-Serraj, gli Emirati per Haftar. Un milione di barili. (La Stampa)

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