Codogno, un anno dopo: quando il Covid si prese l'Italia - Il reportage

Codogno, un anno dopo: quando il Covid si prese l'Italia - Il reportage
La Stampa INTERNO

"A distanza di un anno faccio tuttora fatica a ricordare quella notte".

Ancora è incredulo Giorgio Milesi, infermiere, coordinatore della terapia intensiva dell'ospedale civico di Codogno, quando ripensa al momento in cui prese in mano il referto del tampone di Mattia, il paziente 1, e lesse 'positivo al sars covid 19': "da quel giorno cambiò tutto".

Quel giorno è stato come rinascere"

Codogno fino a poco più di un anno fa era uno dei tanti paesi del lodigiano. (La Stampa)

Se ne è parlato anche su altri media

A Codogno, il punto zero dell'epidemia in Italia, è stata inaugurata una targa in memoria dei medici e degli odontoiatri europei scomparsi per Covid-19. 21 febbraio 2020. Il 21 febbraio, un anno fa, Codogno ha dichiarato il primo caso di Covid in Europa, scoperto da due dottoresse dell'Ospedale Civico. (Euronews Italiano)

«Questo Memoriale – ha spiegato Fontana – ha la capacità di andare oltre il semplice ricordo: si evoca tutta la forza della Lombardia e l’amore per la vita e la comunità. Codogno non è solo la prima zona rossa d’Italia e la prima vera prova per fermare il virus. (varesenews.it)

La stele, realizzata in pietra di Trani, riporta questa iscrizione: “La città di Monza ricorda i suoi concittadini vittime del Coronavirus, la pandemia che ha colpito il nostro paese nell’anno 2020. Questo ulivo ne sia per sempre memoria viva soprattutto per coloro che non hanno potuto abbracciare i propri cari nell’ultima ora” (Corriere della Sera)

Covid, un anno fa: Venerdì gnocolar, l'ultima festa

In provincia di Lodi dieci comuni vengono per la prima volta bollati come «zone rosse», qualcosa che si è visto soltanto in televisione, con le immagini di Wuhan. Lo chiamano paziente uno, ma gli anelli della catena che hanno portato al suo contagio sono introvabili, sebbene quelli successivi non tardino ad arrivare. (L'Arena)

Verso i dottori che mi hanno salvato ho un debito di riconoscenza enorme, ma io ora voglio solo dimenticare". A parlare così in un'intervista al Corriere della Sera Mattia Maestri, il paziente 1 di Codogno (Corriere dello Sport.it)

Sul nostro sito abbiamo raccontato tutto questo, giorno per giorno, e ancora lo stiamo facendo. 21 FEBBRAIO 2020. Era «Venerdì gnocolar», il 21 febbraio 2020: Verona era in maschera, a seguire la sfilata dei carri. (L'Arena)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr