Mps-Unicredit, i sindacati: “Operazione profondamente sbagliata”

RadioSienaTv ECONOMIA

“Sono circa tre mesi che abbiamo chiesto un incontro al Ministero – spiega Di Marcello – Lunedì scorso abbiamo fatto un presidio a Roma sotto la sede del Mef

“I numeri che si ipotizzano sono di circa 5/6mila esuberi – spiega a Siena Tv il sindacalista Federico Di Marcello – Il comunicato di Unicredit lascia spazio a tantissime interpretazioni”.

L’impatto delle decisioni potrebbe essere molto pesante non solo per i lavoratori, ma anche per la città di Siena stessa. (RadioSienaTv)

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E sul punto la Lega chiederà al governo, in occasione del prossimo question time, chiarezza su cifre e trasparenza del negoziato. Quanto all'ipotesi che sia la commissione d'inchiesta sulle Banche ad audire Franco, fonti parlamentari osservano che «deve indagare sul passato, non sul futuro» (Liberoquotidiano.it)

Dopo il test, concluso comunque positivamente per il sistema, il vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, ha definito le banche europee "robuste e resilienti" La banca senese è uscita con le ossa rotte dallo stress test dell'Eba che ha coinvolto 89 istituti europei. (Milano Finanza)

La normativa europea interviene in operazioni del calibro Unicredit-Mps perché sollevano problemi di carattere europeo e non solo nazionale. È per questo motivo che a Bruxelles l’opzione di spezzettare l’istituto senese tra più acquirenti non è per niente scartata. (L'HuffPost)

Per anni la città ha vissuto al di sopra dei propri mezzi grazie a una commistione tutt’altro che virtuosa fra politica e finanza. Ma sarebbe un errore spiegare la complessità di Siena in termini soltanto di addizioni e sottrazioni fra partiti in crisi, privilegiando un occhio romanocentrico. (LA NAZIONE)

In 40 giorni il Mef e Unicredit dovranno trovare un accordo per definire il perimetro della possibile vendita di Mps. Anche di questo verrà chiesto conto al Ministero dell’Economia Daniele Franco, che riferirà alle commissioni Finanze di Camera e Senato mercoledì. (Sky Tg24 )

Altri “latitano”, sapendo di non essere stati e di essere meno che mai oggi, possibili interlocutori, come forse non lo è più neppure Giani. Dato che sia il PD, sia la Lega, sia i 5 Stelle sono nel Governo, si presume che le loro posizioni siano condizionanti e non subalterne. (SienaFree.it)

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