Stellantis, accordo sul polo di Torino. Dal 2022 i modelli concentrati a Mirafiori, la Fiom dice no

La Stampa ECONOMIA

Una lunga giornata di trattative tra sindacati e Stellantis per chiarire tempi e modalità del trasferimento della produzione Maserati da Grugliasco a Mirafiori che si è conclusa con la sigla dell’accordo tra Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr ma con lo strappo della Fiom che non l’ha sottoscritto.

«In seguito alla decisione aziendale di accorpare i siti di Mirafiori Carrozzerie e di Agap Grugliasco, siamo riusciti a ottenere garanzie per i lavoratori coinvolti e impegni sulle missioni produttive non solo per il presente ma anche sul futuro piano industriale», si legge nella nota diffusa dai sindacati che hanno firmato

(La Stampa)

Su altri media

Un centro, quindi, di competenza per l'elettrificazione del gruppo, con le piattaforme per la 500 elettrica e per i modelli Maserati. Quindi serve un piano generale che l'azienda non ha fornito", spiegano Simone Marinelli, coordinatore auto della Fiom nazionale ed Edi Lazzi, segretario della Fiom torinese. (La Repubblica)

Entro fine novembre, in particolare, sarà completato il trasferimento della verniciatura delle Maserati nello stabilimento di Torino, mentre a gennaio si partirà con verniciatura e assemblaggio dei modelli. (Cronaca Qui)

“Senza un ricambio generazionale, da qui a dieci anni lo stabilimento si spegne da solo perché andranno tutti in pensione” – sottolinea il segretario. Una scommessa difficile da vincere con due soli modelli (Maserati Ghibli e Quattroporte) (Il Fatto Quotidiano)

I sindacati metalmeccanici hanno raggiunto l’accordo con Stellantis sulla riorganizzazione del Polo produttivo di Torino, ma la Fiom non ha firmato perché «sancisce la chiusura della Maserati di Grugliasco e perché manca un piano complessivo». (Corriere della Sera)

Prima di luglio e della sigla di oggi Mirafiori contava2850 tute blu. «Questa mattina la sigla dell’accordo di uscite incentivate e volontarie segue un piano di ristrutturazione che è in corso. (Corriere della Sera)

«Nasce qui per ribadire ancora una volta il nostro legame con Torino, e con un territorio che racchiude uno dei patrimoni automotive più importanti al mondo», ha detto Ficili. «Cambiano le modalità di presenza per favorire il remote working che rappresenterà il 70% del totale – ha detto Ficili – e cambiano anche gli uffici, disegnati per garantire il benessere di chi li usa» (La Stampa)

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