La sanzione epocale a Uber per discriminazione nei confronti di una donna non vedente

La sanzione epocale a Uber per discriminazione nei confronti di una donna non vedente
Zazoom Blog ESTERI

A pagare per il comportamento scorretto, per usare un eufemismo, dei propri “dipendenti” sarà, la nota azienda statunitense il cui core business è rappresentato da quel servizio, gestito tramite un’app, di trasporto alternativo ai taxi e al servizio pubblico.

La vittima di queste discriminazioni si chiama Lisa Irving,nonche vive nella San Francisco Bay Area, proprio nella città in cui ha sede la società che ora sarà costretta a versare sul suo conto ben 1,1 milioni di dollari, come deciso da un giudice. (Zazoom Blog)

Se ne è parlato anche su altri giornali

"Il gigante del ride sharing Uber è stato condannato a pagare oltre 1 milione di dollari a Lisa Irving", si legge un comunicato dello studio legale. Multa salata per Uber. Lo studio legale Peiffer Wolf, che rappresenta gli interessi di Irving, ha annunciato che l'azienda dovrà risarcirla di oltre un milione di dollari. (Sputnik Italia)

Lisa Irving, non vedente residente nella San Francisco Bay Area, negli States, aveva portato avanti le sue ragioni legali contro Uber nel 2018. L'arbitro ha anche respinto l'argomentazione di Uber secondo la quale l’azienda non sarebbe responsabile per la discriminazione messa in atto da parte dei suoi conducenti perché questi non sono suoi dipendenti. (AGI - Agenzia Italia)

Autisti Uber non le fanno salire il cane guida, l'azienda dovrà pagare oltre un milione di dollari a una non vedente

Ci si aspetta che i conducenti che utilizzano l'app Uber servano i conducenti con animali guida al seguito e rispettino le norme di accessibilità e le altre leggi, e forniamo regolarmente istruzioni ai conducenti su tale responsabilità" (Notizie - MSN Italia)

Uber ha dichiarato di essere fortemente in disaccordo con la decisione. Lisa Irving, non vedente residente nella San Francisco Bay Area, negli States, aveva portato avanti le sue ragioni legali contro Uber nel 2018. (La Stampa)

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