Draghi vuole convincere Intel a portare la produzione di chip a Mirafiori o Catania Da FinanciaLounge

Investing.com ECONOMIA

Lo riporta Reuters, citando indiscrezioni riportare da tre fonti, che sono rimaste anonime.

Secondo le prime stime, riporta sempre Reuters, si tratterebbe di un investimento di circa 4 miliardi di euro.

Si sarebbero già individuate le aree idonee: Mirafiori, vicino Torino, oppure Catania.

Draghi vuole convincere Intel a portare la produzione di chip a Mirafiori o Catania. Secondo quanto riportato da Reuters, il governo starebbe trattando con Intel (NASDAQ: ) per la creazione di un impianto di produzione di chip in Italia, con l’obiettivo di ridurre la carenza di semiconduttori. (Investing.com)

Su altre fonti

La nuova fabbrica sarebbe uno stabilimento specializzato in "Advanced packaging", un impianto altamente tecnologico in grado di produrre chip completi a partire da tile più ampie da parte di Intel e altre compagnie Parte di questo investimento arriverebbe proprio da fondi dello Stato Italiano, oltre ad accordi riguardanti la forza lavoro da impiegare e il consumo di energia sul suolo italiano da parte di Intel. (Multiplayer.it)

Secondo una fonte, il totale potrebbe arrivare anche a circa 8 miliardi di euro, a seconda dei piani di Intel. La fabbrica italiana sarebbe un impianto di “imballaggio avanzato” che utilizza nuove tecnologie per tessere interi chip prodotti da Intel e altri produttori di chip, hanno affermato le fonti. (L'HuffPost)

In Italia il governo avrebbe intenzione di chiudere un accordo con Intel per un progetto mastodontico: scopriamo di cosa si tratta. La voce di un accordo tra Intel e il governo italiano per la costruzione di una fabbrica nel nostro territorio gira già da tempo. (Periodico Italiano)

Lo stesso giorno Maserati ha rinviato alla prossima primavera il lancio del suo nuovo suv Grecale originariamente previsto per novembre. La cattiva è che, secondo il numero uno del colosso statunitense, un equilibrio soddisfacente tra domanda ed offerta sarà raggiunto solo nel 2023. (Il Fatto Quotidiano)

La produzione italiana si occuperebbe di imballaggio avanzato, con l’impiego di nuove tecnologie per tessere interi chip di piastrelle prodotte da Intel. L’Unione Europea mira a ridurre la sua dipendenza dalle forniture di chip dagli Stati Uniti e dalla Cina mentre la crisi non mostra segni di cedimento (Money.it)

Ricavi in rialzo del 4,9% rispetto a un anno prima a 19,2 miliardi di dollari, per un utile netto di 6,8 miliardi. A proposito del quarto trimestre, Intel prevede un eps (utile per azione) adjusted di 90 centesimi su ricavi di 19,2 miliardi, contro i 19,4 miliardi attesi dagli esperti. (Il Sole 24 ORE)

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