Niente più censura per i film in Italia: abolita la legge del 1948

Niente più censura per i film in Italia: abolita la legge del 1948
Orgoglio Nerd CULTURA E SPETTACOLO

Queste le sue dichiarazioni: “Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”.

Il portale spiega inoltre che il ministro ha firmato il decreto che istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche.

Il compito è quello di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori. (Orgoglio Nerd)

La notizia riportata su altri giornali

Ma, rispetto al passato, avranno un'arma in meno: non è più possibile negare il nulla osta per la proiezione in pubblico di un film. Il film riceve il nulla osta con un divieto ai minori di 18 anni. (ilGiornale.it)

La censura cinematografica in Italia nasce più di un secolo fa, più precisamente con il Regio Decreto n. Molto attiva fino all’inizio degli anni sessanta, la censura venne riformata limitandola all’ambito del buon costume, passando da un controllo politico, morale e religioso, a uno strumento soprattutto di tutela dei minori. (BadTaste.it)

E così torna alla mente il processo e il rogo di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, il caso più eclatante di censura – correva l’anno 1972 – subita da una pellicola. «Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti». (Rolling Stone Italia)

Censura e cinema, arriva la riforma Addio alla commissione che bloccò «Ultimo tango»

Censurati anche Il club dei 39 di Alfred Hitchcock del 1932 e naturalmente, visto il periodo e il contenuto, Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin, uscito in Italia solo nel 1945. La sua «perversità e il sadismo gratuiti» rappresentano il primo (e unico) caso di censura eclatante del nuovo secolo (Best Movie)

La censura cinematografica che “consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti ”, non esiste più. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha firmato il decreto ministeriale con cui “istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione generale cinema del Ministero della Cultura”. (Sputnik Italia)

O fermarne per più di un anno l’usciuta come avvenne per «Totò e Carolina» di Monicelli. Con un problema, però: chi sorvegliava che i produttori dessero dei pareri condivisi e non allargassero troppo le maglie della loro moralità per catturare più pubblico? (Corriere della Sera)

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